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- Roma - Lunedì 27 Luglio 2026
"A Corto Muso": in un libro il ritratto di Max Allegri, tra sociologia, sport e politica
Il saggio di Giuseppe Alberto Falci per Paesi Edizioni racconta il nuovo tecnico del Napoli oltre il campo. L'autore: "Essere allegriano è un modo di intendere il mondo, come l'appartenenza a un partito".
Il corteggiamento era cominciato da tempo. Nel libro "A corto muso", Giuseppe Alberto Falci raccontava già l’interesse di Aurelio De Laurentiis per le idee semplici e vincenti di Massimiliano Allegri e il mancato matrimonio con il Napoli nel 2025, quando Antonio Conte aveva deciso di restare.
Un anno dopo, quell’incontro si è finalmente realizzato. Massimiliano Allegri è il nuovo allenatore del Napoli. Il tecnico livornese ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2029 e raccoglie l’eredità di Antonio Conte, aprendo un nuovo ciclo alla guida del club azzurro. Allegri arriva a Napoli con il compito di riportare la squadra ai vertici del calcio italiano ed europeo.
"Mai scelta fu più saggia. C’è un presidente, Aurelio De Laurentiis, decisionista e attratto dall’eclettismo di Allegri. C’è una società snella, un direttore sportivo con cui ha già lavorato e c’è stima reciproca. E poi un dettaglio: il Napoli è forte", commenta Giuseppe Alberto Falci, autore del libro.
ubblicato da Paesi Edizioni, "A corto muso. Max Allegri e gli altri. Il calcio diventa politica" indaga Allegri da una prospettiva originale. Non soltanto l’allenatore attento al risultato, contrapposto ai teorici del “bel gioco”, bensì un personaggio capace di uscire dal perimetro del campo e influenzare il linguaggio, il costume e il dibattito pubblico.
Divisivo come Silvio Berlusconi, ironico come Matteo Renzi, stratega silenzioso come Giulio Andreotti, Allegri è diventato il primo vero leader politico del calcio italiano. Il suo pensiero divide il mondo del pallone tra giochisti e risultatisti, innovatori e conservatori, sostenitori della tattica e difensori dell’istinto.
"Essere allegriano è ormai un modo di prendere la vita, di intendere e interpretare il mondo. Un po’ come dovrebbe essere l’appartenenza a un partito", scrive Falci nel volume.
"Allegri è il grande allenatore fuori moda, libero dagli schemini freddi e inanimati, oppositore della dittatura della tattica, dei moduli oppressivi, del calcio alla lavagna, dell’ossessione della “fase di non possesso” e della “costruzione dal basso”, del “bel giuoco”", scrive Pierluigi Battista nella prefazione. "Litigava con i commentatori malati di schematismo. E aveva sempre ragione lui. “A corto muso”? Sì, a corto muso"".
Dalle origini livornesi agli scudetti conquistati con Milan e Juventus, passando per i campi di provincia e le grandi rivalità che hanno attraversato la sua carriera, il libro è un viaggio tra sport, sociologia e politica, arricchito da aneddoti e retroscena esclusivi. Il volume contiene interventi e testimonianze di Pierluigi Battista, Matteo Renzi, Adriano Galliani, Andrea Romano, Ivan Zazzaroni, Italo Cucci, Simone Lenzi, Livio Gigliuto e Massimiliano Gallo.
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