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- Roma - Martedì 15 Settembre 2026, 14:45
78ª edizione degli Emmy Awards: trionfano "The Pitt" e "Widow's Bay". Record storico per Jean Smart
Incoronati Noah Wyle e Rhea Seehorn. Michael J. Fox: "Accettare il Parkinson non significava arrendermi, ma fare di tutto per chi ci vive".
Al Peacock Theatre di Los Angeles è andata in scena la 78ª edizione dei premi della Television Academy, gli "Oscar della tv" destinati alle produzioni trasmesse negli Stati Uniti tra il 1° giugno 2025 e il 31 maggio 2026.
A guidare la serata è stata Mariska Hargitay, prima conduttrice unica donna dopo 15 anni: "Gli Emmy celebrano la loro 78ma edizione. Nbc festeggia 100 anni. E io per tutto questo tempo sono stata in 'Law & Order'", ha scherzato l'attrice salendo sul palco.
A fare la storia della televisione è stata Jean Smart, che conquistando il quinto premio consecutivo per la serie Hacks ha portato a otto il totale delle statuette in carriera. "Donne, voi sedetevi, lo so che siete così scomode sui tacchi e che state pensando 'insomma non è nemmeno tanto brava, è solo vecchia!'", ha scherzato l'attrice prima di dedicare il riconoscimento ai creatori dello show.
Stesso traguardo di otto vittorie per Allison Janney, premiata come miglior attrice non protagonista in una serie drammatica per The Diplomat: "Non era affatto quello che avevo previsto. Sono molto sorpresa e davvero, davvero grata di essere qui. Ringrazio tutti i membri della Television Academy. E naturalmente devo ringraziare Debra Cahn, che è la nostra sceneggiatrice. E Alex Graves, il nostro regista, che adoro, e Janice Williams, e la donna più cool del pianeta, Keri Russell, che ci guida tutti ogni giorno".
Nelle categorie drammatiche, Rhea Seehorn si è aggiudicata il premio come miglior attrice protagonista per Pluribus, mentre Noah Wyle ha bissato il successo dell'anno precedente vincendo come miglior attore per The Pitt. "Sono un figlio di Hollywood, sono cresciuto guardando film e serie. Questo è l'unico club di cui abbia mai voluto far parte: grazie per avermi accettato", ha dichiarato Wyle.
La stessa serie The Pitt ha conquistato per il secondo anno consecutivo il titolo di miglior serie drammatica. Lo showrunner R. Scott Gemmill ha commentato: "Al di là delle storie delle singole puntate, che a volte vi fanno distogliere lo sguardo, raccontiamo una comunità di persone che cerca di fare la cosa giusta. È un momento cruciale per raccontare la sofferenza umana, un momento in cui non si sa a cosa credere e la realtà supera la finzione".
Sul fronte delle miniserie, Matthew Rhys è stato incoronato miglior attore protagonista per The Beast in Me, mentre Sally Field ha vinto come miglior attrice per Remarkably Bright Creatures, diventando a 79 anni l'interprete più anziana a conquistare la categoria. Field ha guidato anche il tributo a Dolly Parton, scomparsa a fine agosto: "Nel corso degli anni non ho mai smesso di volerle bene, anche se vivevamo molto lontane. L'ho adorata fin dal primo giorno. Come si poteva non farlo?", ha detto, aggiungendo un monito sul futuro dell'industria: "Con l'arte, noi contiamo. Le nostre voci contano. La nostra diversità, il nostro modo unico di raccontare storie contano. Non possiamo permettere che quelle voci vengano messe a tacere, compromesse o fuse".
Tra le comedy, Widow's Bay ha sbaragliato la concorrenza aggiudicandosi il premio come miglior serie comica e chiudendo con 14 statuette totali. Addio speciale per Stephen Colbert, il cui The Late Show si è aggiudicato il premio come miglior varietà serale nell'anno della chiusura: "Voglio dire al pubblico: grazie davvero per averci seguito. Speriamo che lo show vi sia piaciuto. Noi ci siamo divertiti moltissimo a farlo per voi. Ci rivediamo dall'altra parte", ha detto il conduttore, rivolgendo poi un appello al settore per la sua squadra di autori: "Questi late show, oltre a offrire un ottimo lavoro stabile, richiedono così tante persone che diventano un fantastico vivaio per i giovani, che possono entrare, imparare a lavorare ad alto livello rispettando le scadenze, cooperando e collaborando. Ed è questo il futuro del nostro settore, di cui dobbiamo prenderci cura. Voglio darvi una bella notizia: ora sono tutti disponibili a lavorare. Assumeteli; renderanno migliore il vostro show e vi renderanno la giornata più facile".
Tra i momenti più toccanti della serata, la consegna del Bob Hope Humanitarian Award a Michael J. Fox per il suo impegno nella ricerca sul Parkinson tramite la sua fondazione. Accolto da una standing ovation, l'attore ha dichiarato: "Accettare il Parkinson non significava arrendermi. Significava fare tutto ciò che potevo per chi vive con questa malattia. Siamo sempre più vicini a sconfiggerla per sempre".
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