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  • Trieste - Lunedì 21 Settembre 2026, 19:45

Ambiente: Toffoli, L'Altritalia, le associazioni non sono tutte uguali

Il Consigliere nazionale dell'associzione di protezione ambientale sottolinea l'importanza del dialogo tra sviluppo economico e tutela del territorio

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Il Dibattito tra lo sviluppo economico e la tutela del territorio rappresenta da sempre uno dei nodi più complessi e sentiti nella gestione locale, in particolare in una realtà come quella di Trieste e della sua Provincia”.

Così afferma Adriano Toffoli, Consigliere Nazionale de L’Altritalia Ambiente, esperto di politiche ecologiche e figura chiave nella tutela del nostro patrimonio naturale.

Da anni in prima linea nella promozione, della sostenibilità e dell’educazione ecologica, Toffoli rappresenta una voce autorevole nel dibattito contemporaneo sulla transizione verde, capace di coniugare il rigore dell’analisi istituzionale con una profonda sensibilità per le sfide climatiche del nostro tempo.

L'esponente ambientalista lamenta che da un lato, la posizione della pubblica amministrazione e delle forze economiche punta spesso sulla necessità di velocizzare gli investimenti, sbloccare le infrastrutture e creare posti di lavoro, vedendo nei ricorsi un fattore di paralisi e di burocratizzazione che rischia di far perdere opportunità e finanziamenti importanti, dall’altro, la prospettiva delle Associazioni ambientaliste considerano il ricorso legale e la vigilanza come strumenti democratici fondamentali per garantire il rispetto delle normative, prevenire danni irreversibili all’ecosistema e assicurare che la crescita economica non avvenga a discapito della salute pubblica e della biodiversità.

“ “Io sono convinto – prosegue Toffoli - che qualsiasi progetto non deve avere mai un 'No' ideologico a prescindere, come spesso fanno alcune associazioni ambientaliste e comitati vari, ma va valutato sempre nella sua concretezza, nei fatti, nel suo sviluppo che sia realmente sostenibile e rispettoso delle regole vigenti”.

“Dal giornale di oggi -continua - apprendo dello sfogo del Sindaco di Trieste che, dichiara che tutte le Associazioni ambientaliste sono uguali e il loro intento è solo creare problemi, pensiero che potrei anche condividere e senza entrare nel merito politico delle sue accuse, mi soffermerò sul fatto che sono fiero di tenere L’Altritalia Ambiente, associazione che rappresento, fuori da certe beghe e comportamenti posti in essere da tali associazioni e comitati”.

“Ogni volta che li sento nominare non vedo tutela del territorio o fatti che portano a qualcosa di buono, ma lamentele, critiche e richieste di blocchi su tutto”.

"Noi de L'Altritalia preferiamo i fatti concreti, come mantenere puliti i territori come il nostro Carso, i fondali marini del nostro Golfo con il continuo recupero di rifiuti e pneumatici dai fondali”.

“Ritornando a Porto Vivo la mia posizione riflette una visione molto pragmatica e collaborativa, valorizzare gli aspetti positivi e tangibili, come il grande parco linearee e il bosco urbano”. “Preferisco una strategia di cooperazione per risolvere le problematiche, ove ci fossero, anzichè adire alle vie legali” - aggiunge.

“Mi riferisco in particolare ai ricorsi e le contestazioni mosse in questi giorni da Associazioni come il WWf e Legambiente su Porto Vivo, anche attraverso l’ennesima formazione di Comitati come Porto Chiaro, contestando un problema di metodo e di tutele ambientali non avvenute, ricorrendo al Tar contro la decisione della Regione Fvg di esentare il macro progetto dalla Valutazione di Impatto Ambientale sollevando il dubbio che manchino approfondimenti preventivi sui nodi strutturali complessi”.

Uno di questi parlerebbe dell’impatto del traffico e la mobilità a fronte di migliaia di nuovi utenti che raggiungerebbero il nuovo rione di Trieste, Porto Vecchio”.

“Mi fa sorridere questa cosa quando questi stessi comitati hanno sempre impedito di ragionare su questa problematica e si sono opposti alle soluzioni proposte”.

“Io sono sempre e sarò per le condivisioni e per il dialogo, i ricorsi e gli esposti fanno solo perdere tempo ai progetti e ai cittadini di Trieste”.

“I vantaggi del dialogo ti permettono di co-progettare le soluzioni in tempi rapidi senza bloccare cantieri, favorisce un clima di fiducia tra Comune, investitori privati e cittadini, introducendo migliorie pratiche anche in corso d’opera”.

“Molte Associazioni scelgono invece il ricorso formale perché lamentano che le 'osservazioni scritte o depositate' nei mesi precedenti siano state ignorate dalle Istituzioni, in questi casi il ricorso al Tar viene usato come scudo giuridico per imporre una sosta tecnica e costringere la controparte ad una verifica documentale”.

“Sottolineo che non tutte le Associazioni sono uguali, valuto che troppe di esse siano estremiste”.

“Associazioni che molto spesso vogliono imporre a prescindere il loro pensiero, senza fare nulla di pratico per il territorio”. “Secondo la mia opinione che la tutela del territorio non debba per forza essere sinonimo di blocco, ma possa esprimersi nel vigilare affinché le promesse di sostenibilità (come i 680 alberi e percorsi ciclo pedonabili del parco lineare) vengano realizzati nel modo migliore possibile”.

 “Io preferirò sempre il dialogo purché sia sempre costruttivo, ma quando per qualsiasi problematica si sollevano dubbi e si vuole avere a prescindere ragione, mi dispiace ma non si fa il bene del territorio ma si vuol solo imporre il proprio pensiero”- conclude Toffoli.

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