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- Napoli - Lunedì 27 Luglio 2026
Arte: la mostra "Il mito di Capri" celebra la nascita del mito dell'isola azzurra nel mondo
L’esposizione, ospitata dai Musei e Parchi Archeologici di Capri, presso La Certosa di San Giacomo, sarà visitabile fino al 18 ottobre 2026.
di Paola Pucciatti
"Il mito di Capri. A duecento anni dalla scoperta della Grotta Azzurra (1826- 2026)" è la mostra ospitata dai Musei e Parchi Archeologici di Capri presso La Certosa di San Giacomo, a Capri, fino al 18 ottobre 2026.
L'esposizione, unica nel suo genere, curata da Massimo Osanna e Luca Di Franco, ripercorre il processo che, tra Settecento e Ottocento, trasformò Capri da luogo appartato e difficilmente accessibile del Golfo di Napoli in una delle mete più celebrate, amate e ambite dell’immaginario europeo.
Opere d'arte, documenti storici, reperti archeologici e installazioni in realtà aumentata raccontano la riscoperta della mitica Grotta Azzurra, avvenuta il 17 agosto 1826 grazie al pittore Ernst Fries e al poeta tedesco August Kopisch che entrarono nella grotta guidati dal barcaiolo Angelo Ferraro, detto Riccio, evento destinato a segnare l’inizio della fortuna internazionale di Capri.
La Grotta era già nota in epoca romana come ninfeo marino dell'imperatore Tiberio che ne rimase innamorato. La leggenda narra che avesse addirittura fatto costruire un passaggio segreto in modo da raggiungerla direttamente da una villa adiacente.
All’interno ci sarebbero state numerose statue di divinità come Nettuno e Tritone i cui resti sono stati ritrovati nei fondali. La grotta rimase inaccessibile e dimenticata per diversi secoli dai locali perché secondo una leggenda ci sarebbero stati spiriti e demoni spingendo i marinai locali a evitarla finché la sua bellezza fu riscoperta nell’agosto del 1826 diventando una delle mete più famose al mondo grazie al suo magnifico colore azzurro.
Il percorso espositivo della mostra ripercorre e racconta come è nato il mito dell’isola azzurra. Dalle prime esplorazioni antiquarie e dalla riscoperta delle vestigia imperiali alla stagione dei viaggiatori, degli artisti e degli scrittori che ne celebrarono la bellezza, attraverso dipinti, disegni, libri, reperti archeologici e testimonianze d’epoca, la mostra ricostruisce la stagione in cui l’isola si affermò come luogo d'elezione per artisti e viaggiatori, trasformandosi in uno dei miti culturali più duraturi del Mediterraneo nella cultura artistica e letteraria europea.
In una sala i visitatori possono vivere un’esperienza immersiva straordinaria grazie all’utilizzo di visori di realtà aumentata. Si ritrovano così all’interno della Grotta Azzurra, ricostruita sia nella sua dimensione di età imperiale sia nel suo aspetto contemporaneo, in un’inedita chiave di lettura per uno dei luoghi più visitati dell’isola.
Il nome “Grotta azzurra” si deve all'intensa tonalità di colore blu, effetto creato dalla luce del sole che, attraverso l'apertura sommersa, filtra i colori rossi lasciando passare solo le sfumature azzurre. Si tratta di una cavità naturale lunga all’incirca 60 metri e larga 25 metri, con un ingresso che largo due metri e alto un solo metro.
La profondità interna dell’acqua, invece, varia dai quattordici ai ventidue metri. Per accedervi è necessario salire su una piccola barca a remi. Il marinaio farà stendere per entrare all’interno della grotta ed entrerà dandosi lo slancio con una catena attaccata alla roccia. All'inizio sarà tutto buio, poi all'improvviso appariranno riflessi azzurri e trasparenti mentre tra le pareti di pietra rimbalzerà l'eco di canzoni napoletane.
L'escursione alla Grotta Azzurra è ideale soprattutto in estate ed è un’esperienza da provare almeno una volta nella vita perché si tratta di un’esperienza unica. Non è sempre aperta. L'accesso dipende dalle condizioni meteorologiche e del mare, in caso di mare mosso può essere limitato o vietato per motivi di sicurezza.
Questa mostra rappresenta un importante momento per l’isola e il suo storico percorso di crescita a livello internazionale. I Musei e Parchi archeologici di Capri valorizzano l’identità dell’isola attraverso progetti di ricerca, cooperazione e innovazione culturale.
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