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  • Firenze - Mercoledì 23 Settembre 2026, 14:45

Calcio, Nazionale, Frattesi: "In azzurro ritrovato il solito Mancini. Alla Lazio ho ritrovato la gioia di giocare"

Dal ritiro di Coverciano il centrocampista commenta il momento dell'Italia in vista della Nations League e traccia un bilancio del suo avvio di stagione con la maglia biancoceleste insieme a Gattuso.

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Il ritrovato entusiasmo alla Lazio, il rapporto di profonda stima con Gennaro Gattuso e le prospettive con la maglia della Nazionale. Dal ritiro di Coverciano, dove gli azzurri stanno preparando il debutto nel girone di Nations League contro il Belgio, Davide Frattesi ha fatto il punto della situazione tra club e selezione maggiore.

Riguardo alla scelta di approdare in biancoceleste e alla guida tecnica, il centrocampista ha sottolineato l'impatto decisivo dell'allenatore: "Gattuso? Ho sempre sentito la sua fiducia anche quando era in Nazionale. Quando mi ha richiamato questa estate non ci ho pensato due volte, l'ho sempre stimato come uomo e come allenatore. Mi piacciono le sfide".

Passando al gruppo azzurro e alle dinamiche dello spogliatoio, Frattesi ha promosso le novità inserite in organico: "Il gruppo è nuovo, con tanti giovani di qualità, molti alla prima convocazione, ma penso che ci possano dare una grande mano. A me piace Inacio, ha qualità, poi c'è Romano, ieri ho avuto un flash… mi ricorda Matic.

Per quanto riguarda il ct, abbiamo ritrovato il Mancini che avevamo lasciato, sono d'accordo con lui, non dobbiamo guardare alla settimana prossima ma lontano. Il Belgio ha cambiato allenatore, non sappiamo cosa aspettarci. Abbiamo visto alcune partite dell'Anversa di Van Bommel. Contro di loro sarà una partita aperta e complicata, ma non vediamo l'ora di giocare".

Spazio poi al rendimento personale e al percorso intrapreso nella capitale sotto la guida di Gattuso: "L'anno scorso non riuscivo a trovare la continuità che ho sempre sperato di avere e non stavo bene, poi quando hai la possibilità e la fiducia per ripartire, riparti a cannone. È come se avessi tenuto tutto per questa ripresa, spero adesso di continuare così".

Sollecitato sui paragoni con le tappe precedenti della propria carriera, ha chiarito: "Se mi sento come ai tempi del Sassuolo? Sì ma sono due diversi tipi di felicità. Gli anni all'Inter non sono replicabili per emozioni, ma ho avuto alti e bassi. Prima è andato tutto liscio, poi ho avuto alti e bassi. Ora c'è una felicità diversa. Io dico che in un posto stai benissimo solo se giochi, ora sono tornato a divertirmi, cosa che mi era mancata l'anno scorso. È tornato il divertimento del bambino".

Infine, il centrocampista non ha nascosto l'amarezza per i traguardi mancati con la selezione azzurra in passato: "Posso fare pure venti gol quest'anno ma la ferita per la mancata qualificazione allo scorso Mondiale non si rimarginerà mai. Non ne parliamo mai con Gattuso, meglio parlare di Lazio. I contatti con lui la scorsa estate? Meglio lasciar perdere, non sono state parole carine", ha scherzato il giocatore prima di concludere con un'analisi più generale: "Non ho visto una partita, neanche la finale. Però la differenza con le altre nazionali c'è, la Francia con la terza squadra rischia di vincere il Mondiale, ma poi è sempre il campo a parlare e lì le differenze si assottigliano".

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