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  • Milano - Mercoledì 16 Settembre 2026, 14:25

Caso Mario Roggero, a Milano l’udienza per i domiciliari: i giudici si riservano sulla richiesta del gioielliere

Il commerciante di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi, chiede il differimento della pena in attesa della decisione del Quirinale sulla grazia.

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Si è tenuta presso il Tribunale di Sorveglianza di Milano l’udienza per esaminare la richiesta di differimento della pena presentata dai legali di Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo, a seguito dell'assalto al suo negozio avvenuto nell’aprile 2021.

La difesa punta a far ottenere al commerciante la detenzione domiciliare in attesa della decisione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al quale è stata indirizzata domanda di grazia.

Trasferito dal carcere di Bollate sotto la scorta della Polizia Penitenziaria, il settantaduenne cuneese è comparso davanti al collegio presieduto dai giudici Bortolato e D’Elia e alla sostituta procuratrice generale Emma Gambardella, la quale ha sollecitato la dichiarazione di inammissibilità dell’istanza.

Al termine del dibattimento, svoltosi a porte chiuse, i giudici si sono riservati la decisione. La difesa guidata dall’avvocato Stefano Marcolini ha chiesto al Tribunale milanese di esprimersi nel merito, dopo che analoga richiesta era stata respinta dai giudici di Sorveglianza di Torino, distretto nel quale era stata emessa la sentenza di condanna.

Durante l'udienza, Roggero ha rilasciato dichiarazioni spontanee apparendo visibilmente dimagrito dopo i primi due mesi trascorsi in cella.

"Ogni vita merita rispetto, siamo tutti gocce in un grande oceano", ha affermato il gioielliere, aggiungendo – come riferito dal suo legale – che il giorno in cui fece fuoco avrebbe dovuto agire in modo più "riflessivo" e meno "impulsivo".

Pur avendo pronunciato la frase "ho avuto tempo di pensare" ed espresso un percorso di rivisitazione critica di quanto accaduto il 28 aprile 2021, l'uomo non ha tuttavia formulato scuse esplicite né utilizzato la parola pentimento nei confronti dei familiari o delle vittime.

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