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- Roma - Lunedì 21 Settembre 2026, 20:15
Cybersecurity, report Crif: 2,5 miliardi di dati esposti sul dark web nei primi sei mesi del 2026
L'Italia è al terzo posto globale per furto di account tramite "infostealer" e sesta per furto di mail e password. Le fasce d'età più colpite sono quelle tra i 40 e i 60 anni.
Un'escalation di minacce informatiche che continua a mettere a rischio la sicurezza digitale dei cittadini. Nel corso del primo semestre del 2026 sono stati esposti sul dark web circa 2,5 miliardi di dati personali e finanziari. È quanto emerge dal report periodico redatto dall'Osservatorio Crif, la centrale rischi per l'intermediazione finanziaria.
Accanto a tecniche consolidate come phishing, smishing e vishing, l'analisi evidenzia il crescente impiego dell'intelligenza artificiale per la creazione di deepfake audio e video sempre più complessi.
Parallelamente registra una forte espansione l'azione dei malware di tipo infostealer, software malevoli diffusi tramite mail o programmi contraffatti che agiscono in background sottraendo le credenziali registrate nei dispositivi.
Su questo specifico fronte, l'Italia figura al terzo posto assoluto nel ranking mondiale per volume di account compromessi, posizionandosi subito dietro a Stati Uniti e Francia. In merito alle categorie di dati intercettati, la graduatoria dei più diffusi vede al primo posto le password, seguite da indirizzi e-mail, nomi utente, numeri di telefono e dati anagrafici.
Un elemento di forte criticità riguarda la combinazione dei dati delle carte di credito con codici di sicurezza e date di scadenza, rilevata nel 99,8% delle violazioni monitorate. Le credenziali d'accesso esposte riguardano prevalentemente portali di servizi, news e offerte di lavoro (26,6%), piattaforme social (20,8%) e forum online (16,3%).
Nella classifica globale per il furto combinato di e-mail e password, guidata dagli Stati Uniti davanti a Russia, Germania, Francia e Regno Unito, l'Italia occupa il sesto posto: il 32,3% degli utenti italiani ha ricevuto almeno un avviso di potenziale violazione.
L'analisi demografica del campione italiano allertato dai sistemi di monitoraggio indica una maggiore incidenza nelle fasce d'età d'intorno ai 51-60 anni (26,7%), 41-50 anni (26,6%) e over 60 (20,3%). Gli uomini costituiscono la quota prevalente delle persone interessate da segnalazioni, pari al 64,3%.
A livello geografico, le regioni con la più alta percentuale di alert risultano la Lombardia (15,7%), il Lazio (12,3%), la Sicilia (11,3%), l'Emilia-Romagna (9,7%) e il Piemonte (9,5%).
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