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  • Roma - Lunedì 27 Luglio 2026

Dengue e chikunguya, Simvim: "Casi destinati ad aumentare, informare sui rischi"

La Società italiana di medicina dei viaggi lancia il vademecum per chi si sposta in aree endemiche.

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Ogni destinazione internazionale racchiude un proprio profilo di rischio sanitario, ed essere informati prima di mettersi in viaggio è fondamentale per prevenire brutte sorprese.

A ricordarlo è la Simvim (Società italiana di medicina dei viaggi e delle migrazioni), che accende i riflettori su due infezioni in costante espansione: la chikungunya e la dengue.

Entrambi i virus si trasmettono mediante la puntura delle zanzare del genere Aedes. La chikungunya risulta attiva in oltre 110 Paesi, con focolai confermati in più di 50 territori negli ultimi cinque anni, mentre la dengue circola in forma endemica tra Africa, Sud-est asiatico, India, Medio Oriente, America Latina e Pacifico.

Anche l'Italia ha registrato contagi locali, come i focolai di chikungunya in Veneto ed Emilia-Romagna lo scorso anno e i casi autoctoni di dengue a Lodi nel 2023 e a Fano nel 2024. I sintomi della chikungunya compaiono tra i 3 e i 7 giorni dalla puntura e manifestano febbre alta, eruzioni cutanee e dolori articolari acuti che colpiscono oltre il 75% dei soggetti infetti. Due pazienti su cinque rischiano di sviluppare complicanze come l'artrite cronica, prolungata per mesi o anni.

La dengue si presenta invece in forma asintomatica o sfumata in tre casi su quattro, ma espone al rischio di forma emorragica grave qualora si contragga un secondo sierotipo differente dal primo. Per nessuna delle due malattie esiste una terapia specifica. Sul fronte della prevenzione, oltre all'uso di repellenti, abiti chiari a maniche lunghe, insetticidi e zanzariere, la medicina dei viaggi dispone oggi di strumenti vaccinali.

Contro la chikungunya è disponibile un vaccino ricombinante in dose singola per over 12 (da somministrare almeno 14 giorni prima della partenza), raccomandato in particolare per chi si reca in zone a rischio, per gli over 65, per i soggetti cronici e per le donne in gravidanza. Per la dengue si impiega un vaccino vivo attenuato tetravalente (dai 4 anni in su, in due dosi a distanza di tre mesi), consigliato a chi viaggia in aree endemiche e soprattutto a chi ha già contratto il virus in passato.

"Il cambiamento climatico, la diffusione e il diverso comportamento degli insetti vettori, ed infine il numero crescente di viaggi verso paesi dove questi virus sono endemici rappresentano variabili destinate, combinandosi tra loro, a far aumentare i casi anche in Italia", spiega Andrea Rossanese, presidente della Simvim.

"Dobbiamo informare sempre più e meglio la popolazione affinché non si sottovaluti mai una febbre che insorge in piena estate e nel contempo – conclude Rossanese – dobbiamo lavorare su tutto il comparto degli operatori sanitari perché si diffonda la conoscenza di queste malattie, fino a poco tempo fa relegate solo a paesi lontani, ma destinate a caratterizzare sempre più costantemente i mesi estivi".

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