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  • Prima Notizia 24
  • Milano - Venerdì 25 Settembre 2026, 15:20

Diabete e sfide all'EASD 2026 a Milano: farmaci innovativi, intelligenza artificiale e tutela della persona al centro del congresso

Dal 28 settembre al 2 ottobre la 62ª edizione presieduta da Francesco Giorgino. La presidente SID Buzzetti: “Un successo che dipende dall'accessibilità delle cure per tutti”

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È iniziato il conto alla rovescia per la 62ª edizione del congresso annuale della European Association for the Study of Diabetes (EASD), che si terrà a Milano dal 28 settembre al 2 ottobre sotto la presidenza di Francesco Giorgino.

L'appuntamento segna il passaggio da una visione terapeutica mirata alla sola riduzione della glicemia a una strategia di protezione globale della persona con diabete. I numeri mostrano un impatto rilevante sul territorio nazionale: oltre 4 milioni di italiani convivono con la patologia, a cui si aggiunge un milione di persone che non sa di essere malato, per un peso economico sul Servizio Sanitario Nazionale stimato in circa 20 miliardi di euro all'anno tra costi diretti e indiretti.

In vista dei lavori, la presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID), Raffaella Buzzetti, ha tracciato le linee guida dell'evento: “Farmaci innovativi, tecnologie digitali e medicina di precisione hanno le potenzialità di ridurre le complicanze e il carico quotidiano della malattia. Ma la vera sfida sta nel trasformare questi progressi in percorsi accessibili, sostenibili e personalizzati, senza creare aspettative premature, né generare nuove disuguaglianze”.

La presidente ha evidenziato come le direttrici fondamentali debbano essere anticipare, personalizzare e democratizzare le cure: “Perché l’innovazione ha valore soltanto se raggiunge tutti quelli che ne hanno davvero bisogno. Il vero successo dipenderà molto dalla capacità del Servizio Sanitario di definire priorità, negoziare sostenibilità, aggiornare i percorsi assistenziali e formare professionisti e pazienti”.

Durante le giornate milanesi verranno presentate le nuove linee guida congiunte delle società diabetologiche europea e americana, concepite per delineare un modello di cura incentrato sulle comorbilità quali malattie cardiovascolari, insufficienza renale cronica e steatosi epatica. Su questo punto Buzzetti ha precisato: “Il successo terapeutico non si misura più solo sulla riduzione dell’emoglobina glicata, ma sull’impatto che le terapie hanno sulla vita delle persone: prevenire un infarto, l’insufficienza cardiaca, la dialisi e la progressione della malattia epatica significa aumentare non solo la durata di vita, ma soprattutto gli anni vissuti in buona salute”.

Massima attenzione sarà riservata alle molecole di ultima generazione: “GLP-1, GIP, amilina e molecole multi-agoniste stanno catalizzando l’attenzione perché non agiscono soltanto sulla glicemia: hanno un impatto rilevante su peso, rischio cardiovascolare, funzione renale e qualità di vita. L’obiettivo è quello di superare la tradizionale gestione ‘per singolo parametro’ e affrontare insieme diabete, obesità e le loro complicanze”, ha spiegato la presidente SID.

L'edizione 2026 dell'EASD vedrà inoltre lo svolgimento del primo workshop interamente dedicato all'intelligenza artificiale, concentrato sul riconoscimento dei pattern glicemici, sui limiti di sicurezza e sull'assistenza digitale automatizzata, oltre all'approfondimento dei sistemi di somministrazione dell'insulina e del monitoraggio continuo di glicemia e chetoni per prevenire la chetoacidosi diabetica.

I dispositivi, ha ricordato Buzzetti, “stanno trasformando la gestione del diabete in modalità continua e predittiva. L’AI genera particolare attesa perché potrebbe integrare molti dati e aiutare professionisti e pazienti nelle decisioni. Ma va intesa come supporto alla relazione di cura, non come sostituto del medico. L’impatto atteso sulla vita delle persone è quello di una riduzione degli episodi di ipoglicemia (ma anche di picchi iperglicemici), minor carico mentale nella gestione quotidiana della malattia, maggior sicurezza anche durante il sonno o l’attività fisica”.

Infine, le sessioni su attività fisica, protezione della massa muscolare e nutrizione ricorderanno che l'innovazione passa anche dagli stili di vita: “È necessario costruire interventi quotidiani più realistici, programmi di esercizio fisico personalizzati (e possibilmente prescrivibili in ricetta e detraibili dalle tasse) e una maggiore integrazione tra terapia farmacologica, alimentazione e movimento”, ha concluso la presidente della Società Italiana di Diabetologia.

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