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Difesa & Sicurezza

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Mercoledì 23 Settembre 2026, 20:10

Difesa, Portolano alla conferenza Chod/Nad: "Il nostro vero avversario è il tempo, serve decidere subito"

Il capo di Stato maggiore sollecita una svolta sulle filiere industriali dell'Ue e avverte: "I piani nemici non si adatteranno mai alle nostre burocrazie".

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"Decidere in tempo, perché nessun avversario adatterà i suoi piani ai nostri tempi procedurali". Con questo monito il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, ha aperto a Roma i lavori della seconda European Chod/Nad Conference, evento inaugurato dall'intervento del ministro della Difesa Guido Crosetto.

Il forum riunisce sotto l'egida delle istituzioni europee i capi di Stato maggiore della Difesa (Chod), responsabili delle priorità militari, e i Direttori nazionali degli armamenti (Nad), incaricati dello sviluppo e dell'acquisizione delle capacità tecnologiche.

Nel suo discorso, Portolano ha definito l'attuale momento favorevole ma complesso. L'Unione Europea dispone oggi di nuovi strumenti finanziari e normativi come l'Edip (European Defence Industry Programme) e il Safe (Security Action For Europe), tuttavia "la disponibilità di risorse non garantisce, di per sé, un cambiamento".

Per il generale, l'integrazione della Difesa europea "somiglia più a una risposta alle contingenze che ad una trasformazione strutturale", evidenziando come l'aumento della spesa rischi di rivelarsi inefficace se condotto secondo le consuete logiche di acquisti frammentati da fornitori extraeuropei.

Tre i parametri indicati per valutare le future scelte strategiche: orientare gli investimenti verso filiere produttive europee, aggregare la domanda e acquisire il controllo diretto delle capacità critiche per ridurre le dipendenze esterne.

Il capo di Stato maggiore ha evidenziato come la deterrenza moderna vada misurata non solo sulla qualità delle armi, ma sulla reale capacità industriale di sostenere un impegno prolungato ad alta intensità: "Un'eccellenza tecnologica priva di profondità industriale, di scorte adeguate, di capacità di rigenerazione delle forze, non produce deterrenza. Produce una promessa. Ma, forte della mia esperienza operativa, posso assicurare che le promesse non si schierano sul terreno".

Portolano ha quindi sollecitato un'azione immediata contro le lacune capacitive già note: "Il problema non è più capire, ma decidere e farlo in tempo. Perché il vero avversario, oggi, è il tempo", traducendo il concetto di prontezza operativa nella "capacità effettivamente disponibile alle Forze Armate, in tempi coerenti con le sfide e minacce presenti e future che abbiamo davanti".

Soffermandosi sulla lezione del conflitto in corso in Ucraina, Portolano ha invitato a non considerarla un modello assoluto per ogni scenario: "L'Ucraina ci insegna molto e ciò che ci insegna è decisivo. Ma non ci insegna tutto".

La riflessione impone di integrare gli insegnamenti del fronte ucraino con le dinamiche di altre aree critiche, quali il Mediterraneo allargato, il Medio Oriente e il continente africano, teatro di quelle che il generale ha definito "forgotten wars" oltre che di crescenti campagne d'influenza da parte di Cina e Russia. 

In chiave di architettura di sicurezza continentale, Portolano ha sostenuto l'opportunità di coinvolgere anche i Paesi europei non membri dell'Ue, estendendo strumenti come Safe ed Edip e puntando a una concreta integrazione industriale e procedurale.

Nel richiamare la logica del "fight tonight" promossa dalla Nato per la risposta immediata, il generale ha concluso sottolineando il valore della collaborazione diretta tra Chod e Nad per "coniugare le esigenze capacitive delle Forze Armate europee con possibili soluzioni di procurement, al fine di colmare il gap fra quello che abbiamo e ciò di cui abbiamo bisogno".

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