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  • Roma - Mercoledì 22 Luglio 2026

E-commerce, la stretta dell'Unione Europea: la maxi sanzione ad AliExpress rilancia il tema della sicurezza dei prodotti online

Rossi (Optime): "Il digitale non può essere una zona franca".

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La decisione della Commissione europea di infliggere una sanzione da 550 milioni di euro ad AliExpress per presunte violazioni degli obblighi previsti dal Digital Services Act segna un passaggio destinato ad avere effetti ben oltre il singolo caso. Il provvedimento, infatti, riporta al centro del dibattito il ruolo delle grandi piattaforme digitali nella tutela dei consumatori e nella vigilanza sulla commercializzazione di prodotti conformi agli standard europei.

Secondo quanto evidenziato dall'esecutivo europeo, le contestazioni riguardano la presunta insufficiente capacità della piattaforma di impedire la diffusione di prodotti illegali, contraffatti o non conformi ai requisiti di sicurezza previsti dall'Unione, oltre alla gestione dei rischi connessi all'attività del marketplace.

Per OPTIME – Osservatorio per la Tutela del Mercato dell'Elettronica in Italia – la decisione rappresenta un segnale atteso da tempo e conferma che anche il commercio elettronico deve essere sottoposto agli stessi principi di responsabilità applicati ai canali distributivi tradizionali.

"La sicurezza dei prodotti e il rispetto delle normative europee – sottolinea il presidente Davide Rossi – devono essere garantiti indipendentemente dal canale attraverso il quale avviene l'acquisto. Il digitale non può essere considerato una zona franca nella quale le regole siano meno rigorose".

L'associazione ritiene che l'applicazione concreta del Digital Services Act costituisca uno degli strumenti più importanti per rafforzare la fiducia dei consumatori e garantire condizioni di concorrenza più equilibrate tra gli operatori del mercato.

Secondo Rossi, tuttavia, il provvedimento nei confronti di AliExpress non dovrebbe rappresentare un episodio isolato. L'obiettivo, osserva, è assicurare che i medesimi criteri vengano applicati in modo uniforme a tutte le piattaforme che operano nel mercato europeo, senza distinzioni legate alle dimensioni dell'azienda, alla provenienza geografica o al modello di business adottato.

L'Osservatorio ricorda di svolgere da anni un'attività di monitoraggio del mercato, raccogliendo e trasmettendo alle piattaforme di e-commerce segnalazioni relative a prodotti che potrebbero presentare criticità sotto il profilo della sicurezza, della conformità alle normative europee o della corretta informazione ai consumatori.

Tra i dossier attualmente all'attenzione di OPTIME figurano anche alcune segnalazioni riguardanti adattatori per prese elettriche destinati ai viaggiatori, prodotti particolarmente richiesti durante il periodo estivo. Su questo fronte l'associazione annuncia l'intenzione di trasmettere specifici alert anche ad Amazon, confidando in una piena collaborazione da parte della piattaforma per le verifiche del caso.

L'obiettivo dichiarato non è quello di concentrare l'attenzione su un singolo operatore, bensì di promuovere un sistema di controlli più efficace e uniforme lungo tutta la filiera dell'e-commerce, affinché innovazione digitale, tutela dei consumatori e concorrenza leale possano procedere di pari passo.

La vicenda conferma come il Digital Services Act stia entrando nella sua fase più concreta di applicazione. Le prossime iniziative delle autorità europee saranno osservate con particolare attenzione da un settore che continua a crescere rapidamente e che, proprio per questo, è chiamato a confrontarsi con standard sempre più elevati in materia di sicurezza, trasparenza e responsabilità.

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