
- Prima Notizia 24
- Pesaro-Urbino - Martedì 22 Settembre 2026, 13:15
Fabbricavano e testavano molotov: perquisiti quattro giovanissimi tra Pesaro, Rimini e Bologna
L'operazione dei Carabinieri, guidata dalla Procura pesarese, nasce dal monitoraggio dei social e di siti d'area. Sequestrati dispositivi digitali e manuali d'istruzione. Gli indagati sarebbero vicini ad ambienti dell'antagonismo giovanile.
Una complessa attività d'indagine ha portato all'esecuzione di perquisizioni e sequestri a carico di quattro giovanissimi accusati di aver fabbricato e collaudato ordigni incendiari.
Il provvedimento, disposto dalla Procura della Repubblica di Pesaro, è stato portato a termine dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Pesaro e Urbino, supportati dall'Arma territorialmente competente per le abitazioni individuate anche nelle province di Rimini e Bologna.
L'operazione trae origine da una "costante attività di monitoraggio del territorio nonché dei siti d'area e profili social collegati", condotta dagli investigatori per intercettare dinamiche di radicalizzazione o rischio tra i più giovani.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, attorno al mese di febbraio di quest'anno, i quattro indagati avrebbero "realizzato diverse bottiglie incendiarie del tipo 'Molotov', la cui potenzialità offensiva sarebbe stata successivamente testata a Pesaro all'interno di un capannone industriale in stato di abbandono, causando plurimi eventi di combustione e deflagrazione".
Nel corso delle perquisizioni, i militari hanno sottoposto a sequestro tablet, computer e smartphone in uso ai ragazzi, che verranno analizzati da periti informatici. Tra il materiale rinvenuto figurano anche documenti cartacei recanti indicazioni e istruzioni dettagliate per la confezione e l'impiego di manufatti esplosivi e incendiari.
"Dagli accertamenti sin qui condotti – precisano dall'Arma dei Carabinieri – è emerso che gli indagati, per i quali vige comunque la presunzione di innocenza, sarebbero vicini a collettivi locali composti da studenti e da soggetti riconducibili ad ambienti antagonisti". Gli inquirenti mantengono aperto il massimo riserbo sulle finalità operative del gruppo: sono infatti tuttora in corso "ulteriori approfondimenti per capire se la condotta descritta possa essere ricondotta a mero atto preparatorio per meglio accreditarsi all'interno della galassia antagonista oppure fosse indice della preparazione di azioni dimostrative nell'ambito di una più ampia strategia".
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