
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 22 Settembre 2026, 18:30
Flash mob delle senatrici d'opposizione in gonna a Palazzo Madama: "La libertà delle donne passa anche da qui"
Protesta congiunta in Transatlantico di Pd, IV, Avs, M5S e Autonomie contro le frasi di Tajani e Vannacci. Nel mirino delle parlamentari anche il silenzio della premier Meloni.
Iniziativa simbolica e di protesta nell'aula del Transatlantico a Palazzo Madama, dove una delegazione di senatrici delle opposizioni — appartenenti a Partito Democratico, Italia Viva, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Gruppo delle Autonomie — si è presentata indossando la gonna per contestare le recenti esternazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla lunghezza degli abiti femminili e le affermazioni del parlamentare europeo Roberto Vannacci.
Alla foto di gruppo si è unita anche la senatrice M5S Alessandra Maiorino, la quale ha ironizzato sul proprio abito lungo definendosi provocatoriamente "affidabile" in riferimento alle parole del titolare della Farnesina.
A promuovere la mobilitazione è stata la capogruppo di Italia Viva, Raffaella Paita, che ha rivendicato il senso del gesto: "Questo è un gesto di libertà per dire che siamo libere di vestirci come vogliamo. Crediamo che la libertà delle donne si misura da qualsiasi gesto di libertà, compresa la dimensione della gonna o qualsiasi altro gesto che le donne vogliano compiere senza essere giudicate dagli uomini".
Di condotta culturale e retaggi sociali ha parlato la senatrice del Pd Simona Malpezzi, sottolineando la gravità dei messaggi veicolati dal governo: "Quelle parole sono una dimostrazione del patriarcato intrinseco e inconsapevole tant'è che il ministro Tajani si è poi giustificato e scusato ma la sua giustificazione è ancora peggio. Loro non si accorgono di cosa dicono perchè ce l'hanno dentro. Invece bisogna dimostrare che quelle frasi non sono accettabili".
La collega di partito Valeria Valente ha rivolto la propria critica direttamente alla presidenza del Consiglio, stigmatizzando la mancata presa di posizione ufficiale da parte di Giorgia Meloni per non aver commentato "con nettezza e fermezza" l'episodio, chiosando: "Purtroppo il femminismo non è un pranzo di gala e qualche volta richiede qualche prezzo. Lei è disposta a pagare qualche prezzo?".
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