Ultim’ora

Cultura & Spettacoli

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Martedì 21 Luglio 2026

Francia, le fortezze del Languedoc verso l'Unesco: il nuovo nome accende il dibattito

I monumenti dell'Aude e dell'Ariège candidati come "Fortezze reali". Il cambio di denominazione rispetto a "castelli catari" fa discutere, in attesa del verdetto da Busan.

Condividi questo articolo

Spettacolari e arroccate su imponenti speroni rocciosi tra i dipartimenti dell'Aude e dell'Ariège, nel sud della Francia, le antiche fortificazioni medievali di Montségur, Peyrepertuse, Quéribus e altri siti storici attendono la decisione del Comitato Unesco per l'ingresso nel Patrimonio Mondiale.

La candidatura ufficialmente presentata porta un nome rinnovato: non più "castelli catari", dicitura con cui sono stati identificati per decenni, bensì "Fortezze reali del Languedoc". Una precisazione dal forte valore storico e istituzionale che ha tuttavia innescato accese polemiche sul territorio.

Ad arginare i timori di chi teme un ridimensionamento dell'identità locale è Fabrice Chambon, guida del castello di Montségur: "Il fatto di parlare prima di fortezze reali e non di siti catari ha naturalmente colpito molte persone. Alcuni si sono lamentati, dicendo che si voleva cancellare il catarismo. In realtà non è affatto così, perché qui a Montségur, e lo stesso vale per gli altri siti, parleremo sempre di quel periodo fondamentale che è il catarismo, che resterà per sempre inciso nella storia del nostro Paese".

La scelta risponde a un rigoroso criterio storico: pur avendo ospitato le comunità catare in fuga dalle persecuzioni, le strutture arrivate fino a noi furono erette o integralmente ricostruite dalla Corona francese solo in seguito alla Crociata contro gli Albigesi.

A chiarire la genesi dei monumenti è David Maso, referente della Missione Patrimonio Mondiale: "Ci furono effettivamente qui a Peyrepertuse, come altrove, comunità catare che si stabilirono e talvolta si rifugiarono sotto la pressione dell’Inquisizione. Ma i luoghi in cui queste persone vissero sono scomparsi. Furono rasi al suolo dall’autorità reale e sostituiti dalle fortezze che vediamo oggi".

In attesa del pronunciamento dell'Unesco – riunito a Busan, in Corea del Sud – le comunità locali confidano nel riconoscimento internazionale per rilanciare il flusso turistico e preservare un patrimonio costantemente minacciato dall'usura degli agenti atmosferici. Particolarmente emblematico è il caso di Cucugnan, situata ai piedi del castello di Quéribus, che ha visto calare i propri visitatori dai 92mila del 1995 ai circa 50mila attuali, affidando al marchio Unesco la speranza di un definitivo rilancio.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti