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- Roma - Martedì 21 Luglio 2026
Grano duro, Drei al tavolo Masaf: "Premiamo l'aggregazione per superare la crisi della filiera"
Il presidente di Confcooperative Agroalimentare chiede di indirizzare i fondi pubblici verso cooperative e OP: "I contratti di filiera diano valore vero e non solo formalità".
Incentivare l'aggregazione dei produttori per dare una svolta strutturale alla crisi del grano duro italiano. È questa la proposta avanzata dal presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, Raffaele Drei, nel corso del tavolo di confronto convocato al Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf).
"I fondi pubblici dovrebbero premiare i produttori che scelgono di aggregarsi in cooperative e Organizzazioni di Produttori, che sono il perno su cui si costruiscono e si mantengono solide filiere strutturate, che gestiscono programmazione produttiva, assistenza tecnica e agronomica, concentrazione dell’offerta, stoccaggio, commercializzazione e la valorizzazione del prodotto", ha spiegato Drei durante il suo intervento.
Il presidente della sigla cooperativa ha ribadito che la forza del modello cooperativo risiede nella capacità di creare un percorso organizzato in grado di generare valore aggiunto, evidenziando come i risultati più virtuosi si registrino proprio nei territori in cui questo sistema è maggiormente strutturato.
Sulla base di queste premesse, Drei ha rivolto un appello diretto al dicastero affinché le risorse disponibili – pur mantenendo gli aiuti de minimis – vengano indirizzate in modo prioritario verso forme organizzative capaci di accrescere i redditi degli agricoltori e di garantire standard qualitativi elevati a tutela della competitività della filiera nazionale.
Analizzando il divario di prezzo che spesso vede il grano d'importazione spuntare quotazioni superiori rispetto a quello italiano, il vertice di Confcooperative ha chiarito che la discrepanza nasce dalle esigenze dell'industria trasformatrice, alla ricerca di forniture programmate, omogenee e costanti nel tempo. Un requisito che la frammentazione dell'offerta nazionale stenta a soddisfare, ma a cui il mondo cooperativo risponde già con lo stoccaggio di circa 1,6-1,8 milioni di quintali all'anno e la sigla di accordi pluriennali in grado di spuntare prezzi migliori e proteggere i produttori dalle fluttuazioni del mercato libero.
Per questa ragione, secondo Drei, occorre incentivare l'effettiva adesione a filiere integrate piuttosto che la semplice firma di contratti formali, valutando inoltre nella futura PAC misure strutturali come gli aiuti accoppiati legati a parametri di qualità nei momenti di maggiore divario tra costi e ricavi.
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