
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 23 Settembre 2026, 15:35
Guerra in Ucraina, il Cremlino frena dopo il vertice Trump-Zelensky: "Non ci sono i presupposti per avviare negoziati"
Il portavoce Peskov risponde all'appello per il cessate il fuoco sull'energia: "Mosca resta aperta alle trattative, ma l'Europa continua a riarmare Kiev".
Nessuna apertura immediata al dialogo sul campo da parte di Mosca all'indomani dei colloqui tra Washington e Kiev. "Al momento, non ci sono presupposti per avviare negoziati di pace" con l'Ucraina, anche se la Russia "rimane aperta a tali negoziati".
A chiarire la posizione della presidenza russa è stato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, intervenuto per commentare l'appello congiunto lanciato dai presidenti degli Stati Uniti e dell'Ucraina, Donald Trump e Volodymyr Zelensky, mirato a raggiungere una tregua e un cessate il fuoco mirato sui siti della rete energetica.
Peskov ha motivato lo scetticismo di Mosca puntando il dito contro le forniture militari occidentali e le condotte del governo ucraino: "È in corso una crescente militarizzazione dell'Ucraina", ha dichiarato il portavoce citato dall'agenzia Interfax, aggiungendo che "gli Stati europei stanno cercando di reperire sempre più fondi per l'acquisto di armamenti. Il regime di Kiev continua la sua attività, che è in gran parte terroristica".
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