
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 23 Settembre 2026, 17:20
Guerre e diplomazia, la Cei si appella alle coscienze: "Servono vie di dialogo e una pace disarmata"
I vescovi italiani chiudono il Consiglio permanente rilanciando l'impegno contro le ingiustizie nel ricordo di San Francesco e dello storico incontro interreligioso di Assisi del 1986.
Un fermo richiamo alla diplomazia e al disarmo per fermare le escalation belliche nel mondo. A lanciarlo è la Conferenza Episcopale Italiana nel comunicato finale diffuso a conclusione dei lavori del Consiglio episcopale permanente, richiamando le istituzioni e i fedeli alla responsabilità pubblica di fronte ai conflitti internazionali.
Nel testo diffuso a margine della riunione, i presuli sottolineano come sia impellente "una pace disarmata e disarmante, che interpella le coscienze e chiede un impegno concreto per contrastare le ingiustizie, fermare la violenza e percorrere con determinazione le vie del dialogo".
Un orientamento che trae forza morale anche da due importanti ricorrenze storiche per la Chiesa e il movimento ecumenico: "In questa prospettiva assumono un significato particolare due anniversari: l’ottavo centenario del transito di san Francesco e il quarantesimo anniversario dell’incontro interreligioso di Assisi del 1986, che ha mostrato la forza del dialogo e il contributo delle religioni alla costruzione della pace".
Per i vescovi italiani, entrambe le scadenze costituiscono un'opportunità strategica "per rilanciare le indicazioni della Nota pastorale Educare a una pace disarmata e disarmante".
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