
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 23 Luglio 2026
Il gioco sporco sulle preferenze per umiliare gli italiani
La maggioranza e l'opposizione tradiscono gli italiani, manipolando il diritto di scelta dei parlamentari e ignorando il rispetto dei diritti costituzionali.
di On. Nicola Bono
Tutti i partiti, con pochissime eccezioni, hanno turlupinato gli italiani in merito alla restituzione del diritto costituzionale di scegliere liberamente i propri parlamentari.
Particolarmente elaborata è stata la decisione di FdI che, su indicazione del Premier Meloni, ha avviato un meccanismo di palese manipolazione per convincere gli italiani di avere lottato per i loro diritti, mentre nei fatti li ha ancora una volta umiliati.
Infatti Meloni dopo settimane di confronto con la Lega e F.I., ha raggiunto un accordo con i due vicepremier per presentare un emendamento che bloccava i capilista, e consentiva l’aggiunta di altri tre candidati che potevano finalmente essere scelti dagli elettori.
Ma questo accordo era chiaramente farlocco e costituiva piuttosto la prima vergognosa presa in giro degli elettori, che Meloni ha ingiustamente esaltato come la sua volontà di restituire i diritti costituzionali.
Infatti solo due partiti, FdI e PD, avrebbero in alcuni collegi potuto avere eletti due candidati, mentre tutti gli altri partiti, si sarebbero fermati alla elezione dei soli capilista, per cui nel complesso gli eletti con decisione degli elettori sarebbero stati il 15-20% al massimo, e quindi un risultato che non avrebbe restituito il diritto di Rappresentanza.
Un accordo di Meloni del tutto inutile, perché gli italiani non amano essere presi in giro e non hanno bisogno di elemosine, ma del diritto di scelta e della garanzia che tutti i territori del Paese abbiano i propri parlamentari, e non sconosciuti amichetti dei capipartito, che a elezioni concluse spariscono definitivamente.
Non solo, ma qualche scienziato, ha perfino abolito nell’emendamento di FdI il principio dell’equilibrio dei due sessi per i capilista, facendo saltare dalla sedia le donne parlamentari, che in buona dose nella maggioranza hanno votato contro l’emendamento, ritenendolo giustamente, una gravissima violazione del diritto del rispetto di genere.
Inoltre emergono altri aspetti incomprensibili. Perché Meloni, che sapeva la contrarietà alle preferenze dei suoi alleati, sin dall’inizio non ha pensato di procedere con la legge elettorale al Senato e non alla Camera dei deputati, sapendo che il Senato non prevede il voto a scrutinio segreto? E perché dopo avere raggiunto una intesa con Tajani e Salvini, su un emendamento farlocco che confermava il sostanziale status quo in merito al minimale ottenimento delle preferenze, ci sono stati tanti franchi tiratori? Dopo la bocciatura dell’emendamento, che evidenzia uno scollamento grave della coalizione al potere, come può il Premier continuare ad attribuirsi il merito di avere tentato di restituire ai cittadini il diritto di scegliersi i loro rappresentanti in Parlamento? E in tal senso, addirittura, arrivare a ordinare a FdI di votare a favore dell’emendamento sulle preferenze presentato dal partito del Generale Vannacci, affrontando una evidente incoerenza politica, pur di rimanere “coerente” sulla inesistente volontà di difesa delle preferenze?
Ma anche l’opposizione ha gravissime responsabilità in merito, e la conferma di avere leader che hanno scarsa capacità di comprensione della politica.
Infatti, se l’opposizione fosse stata veramente interessata alle preferenze e avesse proposto un accordo a Meloni per un emendamento che eliminasse i capilista bloccati e ripristinasse il principio dell’equilibrio dei due sessi, garantendo i diritti delle donne, e quindi stringendo, almeno su questo punto, un accordo con FdI, si sarebbe finalmente sanato questo volgare sistema antidemocratico perché incostituzionale, e restituito insieme il diritto di Rappresentanza a tutti gli italiani.
Purtroppo non è andata così, perché sia la maggioranza, che buona parte dell’opposizione, non vogliono perdere questo beneficio illegittimo e continuare a nominare il loro fedeli Yes man.
La verità è che gli italiani sono nelle mani di personaggi senza alcuna etica e rispetto dei diritti costituzionali, che come Trump sono convinti di avere con la prepotenza il diritto al ruolo di “Padroni del Vapore”, a capo di partiti che sono ormai da decenni solo comitati elettorali, senza uno straccio di democrazia interna, privi di idee, strategie, visioni e valori, e che, per mantenere il loro ruolo, maggioranza e opposizione, possono solo nominare, e quindi controllare i loro fedeli parlamentari e nient’altro.
Una estorsione dei diritti costituzionali intollerabile, che dura da 21 anni, e che non vede futuro per il rispetto dei diritti degli italiani, che, invece di reagire, preferiscono non andare a votare, facendo così un doppio regalo ai capi partito.
L’ultima speranza che rimane, in assenza di reazioni popolari, è fondata sulla Corte Costituzionale, che questa volta sta attenzionando una legge che non può violare ancora una volta l’assenza di Rappresentanza, che non può presentare il nome del Premier, di competenza esclusiva del Presidente della Repubblica, e non può introdurre l’esagerato premio di maggioranza, argomenti più volte dichiarati incostituzionali con sentenze della Consulta, ma ovviamente ignorate dagli estortori dei diritti altrui.
On. Nicola Bono
Presidente Europa Nazione.
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