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- Roma - Martedì 22 Settembre 2026, 13:00
Inail, nel 2025 calano i morti sul lavoro: 1.189 decessi tra i lavoratori, ma le malattie professionali toccano il record storico
Presentata la Relazione annuale dell'Istituto: le denunce di infortunio salgono a 600mila, spinte dagli incidenti in itinere e dal mondo scolastico. Il presidente D'Ascenzo chiede l'estensione delle tutele a nuove categorie e l'adeguamento degli indennizzi.
Il quadriennio post-pandemico consolida un trend di flessione dei casi mortali sul lavoro, pur in un quadro di generale crescita delle segnalazioni di infortunio e di una vera e propria impennata delle patologie legate alla professione.
È la fotografia scattata dalla Relazione annuale dell'Inail, che per il 2025 contabilizza complessivamente 600mila denunce di infortunio, in aumento del 1,2% rispetto all'anno precedente.
L'incremento si compone di 519mila denunce ascrivibili ai lavoratori (+0,8%) e di 81mila segnalazioni legate al mondo studentesco (+3,4%). Sul fronte delle vittime, i casi mortali complessivamente denunciati sono stati 1.198, con un calo del 3,3% rispetto ai 1.239 del 2024: nello specifico, si contano 1.189 decessi tra i lavoratori (-3,02%, pari a 37 casi in meno) e nove tra gli studenti, in contrazione di quattro unità (-30,77%).
L'analisi di dettaglio dell'Inail evidenzia come a un contenuto incremento degli infortuni avvenuti in occasione di lavoro (+0,5%, pari a 414.917 eventi) faccia riscontro un più marcato aumento degli incidenti in itinere, ossia nel tragitto di andata e ritorno tra abitazione e luogo di impiego, saliti a 104.417 casi (+2,4%), superando persino i livelli pre-Covid del 2019.
Per quanto riguarda i decessi tra i lavoratori, la contrazione di 37 casi riflette interamente una diminuzione degli eventi luttuosi sul posto di lavoro (-4,1%), a fronte di una sostanziale stabilità delle vittime in itinere (299 contro le 298 dell'anno precedente).
Rapportando i dati alla platea degli occupati rilevata dall'Istat, l'incidenza degli infortuni in attività scende a 1.720,4 casi ogni 100mila lavoratori (-0,3% sull'anno e -13,4% rispetto al 2019), mentre il tasso di mortalità si attesta a 3,69 decessi ogni 100mila occupati, in calo del 4,9% sul 2024. L'elemento di maggior rilievo dell'ultimo bilancio riguarda tuttavia l'esplosione delle denunce per malattie professionali, giunte a quota 98.312 (+11,3% rispetto alle 88.338 del 2024).
Si tratta del dato più alto registrato negli ultimi 26 anni, quadruplicato rispetto ai valori del 2000. L'Inail chiarisce che la crescita non implica automaticamente un peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie nei luoghi di lavoro, bensì una progressiva emersione del sommerso favorita dal supporto dei patronati e dei medici certificatori.
Le 98mila denunce si riferiscono a 63.136 soggetti ammalati (+8,8%), con una media di 1,6 segnalazioni per singolo lavoratore dovuta alla prassi delle denunce plurime, frequenti soprattutto nelle patologie muscolo-scheletriche che da sole coprono il 75% del totale (70mila casi).
Sotto il profilo dei settori produttivi, la gestione Industria e servizi assorbe l'89,7% delle denunce in occasione di lavoro e l'85,2% dei casi mortali.
La riduzione di 38 decessi in attività a livello nazionale si deve proprio alla contrazione registrata nell'Industria e servizi (-43 casi). Tra i comparti più colpiti si confermano le Costruzioni con 175 decessi (19 in meno sul 2024), il Manifatturiero con 129 (+8) e i Trasporti con 126 (-20). Sotto l'aspetto demografico e di genere, il 32,1% degli infortuni complessivi riguarda le donne, mentre la quota femminile sulle vittime si attesta al 6,1%. Due decessi su tre coinvolgono lavoratori con più di 50 anni, con una fascia over 64 in crescita al 3,2% del totale.
A margine della presentazione, il presidente dell'Inail Fabrizio D'Ascenzo ha sollecitato un intervento legislativo per ampliare la copertura assicurativa dell'istituto: "Occorre abolire il criterio selettivo che conforma il Testo unico, allo scopo di estendere, secondo un tendenziale principio di universalità, le tutele Inail a nuove platee di lavoratrici e lavoratori. Resta centrale, inoltre, il tema dell'adeguamento delle prestazioni economiche garantite a infortunati, tecnopatici e superstiti".
D'Ascenzo ha richiamato le proposte sul tavolo per l'aggiornamento delle tabelle sul danno biologico, l'abbassamento della franchigia e l'aumento dell'indennità per inabilità temporanea, assicurando che l'ente proseguirà nel sostegno economico alle imprese che investono in sistemi avanzati di gestione della salute e della sicurezza.
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