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- Roma - Lunedì 21 Settembre 2026, 15:45
Intelligenza artificiale, l'allarme di Panetta: "USA avanti rispetto all'Europa, a rischio la competitività"
Il governatore di Banca d'Italia interviene sull'impatto dell'IA nei mercati e sulle banche centrali: "In Italia l'adozione diffusa può far crescere la produttività oltre l'1% all'anno".
L'evoluzione dell'intelligenza artificiale rappresenta una svolta strutturale per l'economia globale, con impatti diretti su produttività, occupazione, mercati finanziari e sistemi di pagamento. A delineare i rischi e le opportunità legate alle nuove tecnologie è stato il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento alla decima Conferenza annuale di ricerca organizzata dalla National Bank of Ukraine e dalla Narodowy Bank Polski a Kiev.
Secondo Panetta, le autorità monetarie sono chiamate ad aggiornare tempestivamente i propri assetti: "Le Banche centrali non possono rimanere ai margini: i nostri modelli economici, strumenti di vigilanza e infrastrutture di pagamento sono stati progettati principalmente per un ambiente tecnologico diverso. Dobbiamo capire i cambiamenti in corso, distinguere i cambiamenti strutturali dagli effetti temporanei e adattare i nostri strumenti di conseguenza".
Sul fronte della competizione internazionale, il governatore ha evidenziato il distacco dell'Unione Europea rispetto al contesto americano: "Gli Stati Uniti sembrano muoversi più rapidamente dell’Europa, ma il divario non è fissato nella pietra. Anche se l’Europa non diventerà uno dei principali sviluppatori di intelligenza artificiale, ha il potenziale per adottare e sfruttare queste tecnologie con la stessa rapidità di altre economie avanzate".
Un passaggio chiave, poiché secondo i modelli di Via Nazionale "i paesi che integrano l’intelligenza artificiale in modo più rapido potrebbero garantire un vantaggio di produttività durevole, espandere la loro quota dei mercati globali e attrarre più investimenti e capitale. Altri rischierebbero di vedere diminuire la loro competitività relativa".
Nel breve periodo, la forte domanda di infrastrutture di calcolo, risorse energetiche e forza lavoro qualificata genera pressioni sui costi che, in assenza di un adeguamento dell'offerta, potrebbero spingere al rialzo l'inflazione. Sul lungo termine, tuttavia, le stime per il tessuto produttivo italiano indicano scenari positivi: "La ricerca della Banca d’Italia suggerisce che una diffusa adozione dell’intelligenza artificiale potrebbe aumentare la crescita della produttività del lavoro di oltre 1 punto percentuale all’anno", potenziale volano per "una crescita più robusta e un’inflazione inferiore".
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