
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 22 Settembre 2026, 12:05
Istat conferma il deficit 2025 al 3,1%: salta l'uscita anticipata dall'infrazione UE. Giorgetti: "Rammarico"
Il debito si attesta al 136,7% del Pil, in leggera limatura rispetto alle stime di aprile. La pressione fiscale sale al 42,9%.
L'Istat ha diffuso i dati definitivi sui conti economici nazionali del 2025, confermando il rapporto deficit/Pil al 3,1%. La rilevazione non consente all'Italia di centrare l'obiettivo di un'uscita anticipata dalla procedura europea per deficit eccessivo, rinviando il rientro nei parametri dell'Unione Europea al 2027.
I dati diffusi dall'Istituto Nazionale di Statistica indicano inoltre un incremento della pressione fiscale, che nel 2025 si è attestata al 42,9% del Pil, registrando una crescita di 0,7 punti percentuali rispetto all'anno precedente. ù
Sul fronte del debito pubblico, l'Istat ha apportato una revisione al ribasso del rapporto rispetto al Prodotto Interno Lordo per il 2025, fissando la quota definitiva al 136,7% rispetto al 137,1% stimato nel mese di aprile. Il valore evidenzia comunque un incremento rispetto al 134,2% rilevato nel 2024.
Il quadro dei conti ha visto parallelamente un ricalcolo delle annualità pregresse: il debito del 2024 è stato rivisto dal 134,7% al 134,2%, quello del 2023 è salito dal 133,9% al 134%, mentre il dato del 2022 è stato corretto dal 138,4% al 138,3%.
La conferma dei saldi di finanza pubblica è stata commentata dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti: "Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall'Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025. Purtroppo l'Italia non uscirà anticipatamente già quest'anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato, ma, coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027".
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