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  • Milano - Venerdì 25 Settembre 2026, 15:15

L'Aeroporto di Milano Malpensa intitolato ufficialmente a Silvio Berlusconi

La Russa: “Figura che interpreta il senso di una nazione che vuole volare alto”. Marina Berlusconi: “Un ponte tra Paesi, il suo nome darà il benvenuto a chi giunge da lontano”.

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Si è svolta la cerimonia ufficiale di intitolazione dell'aeroporto di Milano-Malpensa a Silvio Berlusconi. L'evento ha visto la partecipazione delle istituzioni locali e nazionali, dei familiari dello statista scomparso e dei vertici del Governo, accompagnata da dichiarazioni e prese di posizione sia sul significato strategico dello scalo sia sulle polemiche politiche che hanno preceduto la giornata.

Attraverso una nota ufficiale, la presidente di Fininvest Marina Berlusconi ha espresso la commozione della famiglia per la decisione di intitolare lo scalo al padre: “Malpensa è un crocevia dove Milano e l’Italia incontrano il mondo. È uno spazio di lavoro e scambi, di partenze e ritorni, un ponte tra Paesi, dove ogni giorno si annullano le distanze e si valicano i confini. Che nome migliore potrebbe avere, un ponte così, se non quello di Silvio Berlusconi? Un uomo che ha sempre cercato il dialogo con tutti, che ha creduto nei contatti umani, nella forza dei legami e, soprattutto, che ha trasformato in realtà idee impossibili.

La consapevolezza che l’aeroporto Milano-Malpensa Silvio Berlusconi accoglierà ogni giorno migliaia di viaggiatori provenienti da tutto il mondo mi riempie di orgoglio e di emozione. Mio padre ha trascorso la vita guardando avanti e lontano. Mi piace pensare che, da oggi, il suo nome darà il benvenuto a chi giunge da altri Paesi e accompagnerà chi decolla verso nuove destinazioni”.

Nel corso dell'evento è intervenuto anche il fratello Paolo Berlusconi, sottolineando la visione europeista e internazionale del fondatore di Forza Italia: “A nome della mia famiglia, dei miei nipoti, vi ringrazio di cuore per questo prestigioso riconoscimento e significato. Riconoscimento che lega per sempre il nome di Silvio Berlusconi alla sua amata città di Milano.

La nostra patria è l’Italia, soleva dire, ma il nostro futuro è l’Europa. E allora quale miglior contributo alla memoria di Silvio che dare il suo nome alla porta di accesso all’Europa e al mondo che questo aeroporto rappresenta. Fino all’ultimo ha speso tutte le sue energie e impegno per lo stesso motivo per cui nel lontano 1994 ha deciso di scendere in campo, l’amore per il suo Paese. ‘L’Italia è il Paese che amo’, il Paese delle sue radici, speranze e orizzonti soleva dire.

Oggi Silvio non c’è più ma è più vivo che mai. Vive nelle sue realizzazioni urbanistiche, nelle imprese sportive, nelle aziende editoriali e televisive, nell’eredità politica, nei social, nei nostri ricordi e cuori. Oggi è presente anche qui in questo importante aeroporto milanese che hanno voluto intitolare a Silvio Berlusconi”.

In un videomessaggio inviato durante la cerimonia, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ricordato l'impegno internazionale del leader: “L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite è naturalmente un dovere istituzionale irrinunciabile e soltanto per questo non faccio in tempo a partecipare di persona ad una cerimonia che mi emoziona e mi riempie di orgoglio.

Il presidente Berlusconi è uno degli statisti che hanno fatto la storia del nostro Paese nel confronto politico, ma è stato anche uno degli italiani più conosciuti nel mondo e del resto ha dedicato moltissimo del suo tempo, dei suoi sforzi e della sua passione alla politica internazionale. Di ricoprire oggi il ruolo di ministro degli Esteri, al quale proprio lui mi ha proposto alla nascita di questo Governo, io sento di stare in qualche modo continuando il suo lavoro. E per me questo è un grande onore, una politica estera della quale la pace, l’Europa e l’Alleanza Atlantica sono sempre stati i pilastri fondativi.

Per questo considero davvero molto significativa una scelta molto felice che sia dedicata a lui proprio all’aeroporto di Malpensa, una delle porte dell’Italia sul mondo e allo stesso tempo un luogo di accesso alla sua città, alla sua regione”.

Tajani ha poi aggiunto: “Berlusconi era profondamente lombardo, incarnava davvero lo spirito di questa regione, fatto di spirito imprenditoriale, di grande capacità di lavoro, di visione del futuro, ma anche di solidarietà, di attenzioni deboli, di impegno concreto affinché, come lui amava dire, nessuno rimanesse indietro. Il vuoto che Silvio Berlusconi ha lasciato nei nostri cuori, ma anche nella politica italiana, è un vuoto incolmabile. Ed è per me un’enorme responsabilità, dopo essere stato un passo dietro di lui per decenni, averne ereditato la responsabilità politica alla guida del movimento da lui fondato.

Silvio Berlusconi, peraltro, non è stato soltanto un leader politico. È stato un grande costruttore, un imprenditore della comunicazione, un uomo di sport e di tante altre cose. Il tratto comune in ogni ambito è stato quello di essere uno straordinario innovatore, capace di sfide che gli altri consideravano impossibili, e di averle vinte ottenendo ogni volta risultati straordinari. Lo fu nel costruire città in anticipo sui tempi, nell’attenzione al verde, ai pedoni, ai bambini e agli anziani. Lo fu introducendo in Italia il pluralismo televisivo e creando quella che è anche oggi, nella televisione e nell’editoria, la più grande azienda culturale italiana. Lo fu facendo del Milan la squadra più forte del mondo nella sua epoca. Lo fu cambiando in pochi mesi il corso della politica italiana.

Milano e la Lombardia sono in Italia un luogo dell’innovazione per eccellenza, la regione forse più vicina a quell’Europa che per il presidente Berlusconi fu una stella polare. È bello, ha un suo grande significato, che la sua terra lo ricordi così. Ritrovare il suo nome per ogni viaggiatore in arrivo e in partenza da Malpensa non è soltanto un invito a ricordare il passato, è un invito a continuare a costruire il futuro come lui sapeva fare, con ottimismo, tenendo il sole in tasca”.

Sull'importanza della decisione si è espresso anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa: “Sono felice di poter parlare a nome del Parlamento, a nome del Senato e in questo caso come senza merito, come alta carica presente per celebrare, festeggiare la scelta di Silvio Berlusconi come figura in grado di interpretare il senso di una città, di una regione, di una nazione che vuole volare alto. Non ho mai avuto la tessera del partito di Silvio Berlusconi, neanche quando era un partito, era un governo unico, non un partito unico, il PdL, ma chi mi conosce e chi è stato vicino più di me a Silvio Berlusconi, penso a Ronzulli, penso a Stefania Craxi, penso alla famiglia, penso al Presidente del Milan, sa quanto affetto io abbia avuto per Silvio Berlusconi. Ho avuto l’onore di avere ricambiato da parte sua questo affetto, sempre, costantemente.

Non ha mai fatto prevalere la differenza di partito nei rapporti umani, neanche con gli avversari politici, non solo con chi stava nella sua coalizione. Ma il suo modo di rapportarsi con chi faceva comunque politica o imprenditoria e non era dalla sua parte, ma lui tendeva sempre la mano, non ha mai provato a dividere, ha sempre provato ad unire, certo, conscio che lui fosse più bravo degli altri, lo sapeva ed era quasi sempre, sempre, vero, e allora questo mi fa stupire un po’ di più, l’ha accennato Matteo Salvini, sulle assenze di oggi, vi invito a rimediare a che oggi non è presente per ragioni le più varie ma quasi sempre di natura opportunistica, a ripensarci, a dire almeno dopo che questa scelta onora la Lombardia, onora Milano, onora l’Italia, perché riconoscere che c’è stato un prima e un dopo Silvio Berlusconi, è cosa naturale, è cosa vera, è cosa ovvia, è cosa buona un uomo fare di più che segnare una demarcazione tra il prima e il dopo con la sua opera, con la sua cultura, col suo modo di fare, per carità, che può suscitare critiche oltre che apprezzamenti, ma quando quest’uomo non c’è più se ne ricorda l’eredità complessiva, soffermarsi su ciò che ci è piaciuto o ciò che a qualcuno non è piaciuto, il sintomo sarebbe il sintomo di provincialismo, di incapacità di capire cos’è una intitolazione.

Guardate le intitolazioni di qualunque cosa, spesso ci sono persone a cui è intitolato un evento, una via, anche una via, una piazza, un monumento che in vita hanno avuto i pro e i contro, ma dopo se ne guarda al complesso del pensiero delle eredità e nessuno può negare che questa intitolazione faccia onore al pensiero, all’opera e soprattutto al solco indelebile che Silvio Berlusconi ha lasciato nell’imprenditoria, nella comunicazione e nella politica. Se qualcuno ne trova un altro che è riuscito a fare di più in tutti questi campi insieme me lo faccia sapere e ne prenderò nota”.

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha ricordato la genesi amministrativa dell'iniziativa: “Da adesso il nome di Silvio Berlusconi si lega ufficialmente a quello di Malpensa, una delle infrastrutture più importanti della Lombardia e una delle principali porte attraverso cui la nostra regione dialoga ogni giorno con l’Italia, con l’Europa e con il mondo.

L’intitolazione richiama una figura che ha occupato per molti anni un ruolo di primo piano nella storia italiana, nelle istituzioni e nel mondo dell’impresa. Silvio Berlusconi è stato profondamente legato a questa terra dalla quale ha avuto molto e alla quale ha restituito molto. Qui sono state le sue radici, qui è iniziata la sua esperienza imprenditoriale e da qui è partita una vicenda personale e pubblica che lo avrebbe condotto ai vertici delle istituzioni nazionali e locali. Berlusconi aveva con Milano e con la Lombardia un rapporto fortissimo. Un rapporto fatto di appartenenza, ma anche di una particolare idea del nostro territorio: una terra nella quale iniziativa, lavoro, capacità di rischiare e volontà di costruire qualcosa di nuovo sono parte della stessa identità collettiva.

È stato il Consiglio regionale della Lombardia la prima istituzione a tradurre questa proposta di intitolazione in un atto formalizzato. Il 20 giugno 2023, a pochi giorni dalla scomparsa di Silvio Berlusconi, l’Aula di Palazzo Pirelli approvò un ordine del giorno che impegnava il Presidente e la Giunta ad attivarsi presso i soggetti competenti per valutare l’intitolazione dell’aeroporto di Milano-Malpensa alla sua memoria. Un’indicazione trasmessa a Enac che ha contribuito ad avviare il percorso istituzionale che trova oggi il suo compimento.

Un aeroporto è, per sua natura, un luogo di partenze e di arrivi. È una porta aperta sul mondo. È un’infrastruttura che mette in relazione persone, imprese, culture e opportunità. E Malpensa rappresenta molto bene la Lombardia: una regione che non ha mai avuto paura di confrontarsi con il mondo, che deve una parte della propria forza economica alla capacità di essere internazionale, competitiva, sempre pronta a nuove sfide. Come è stato il Presidente Berlusconi. Un uomo profundamente lombardo”.

A rimarcare la portata dell'evento è stato anche il sottosegretario al Mit Tullio Ferrante: “Intitolare l’aeroporto di Milano Malpensa a Silvio Berlusconi significa riconoscere il ruolo che il nostro Presidente ha avuto nella storia del Paese come imprenditore, uomo delle istituzioni e protagonista della vita politica italiana. Oggi celebriamo un uomo straordinario che ha contribuito in maniera decisiva allo sviluppo e alla modernizzazione dell’Italia.

Questa scelta acquista ancora più valore perché Malpensa è il primo scalo nazionale per traffico merci, porta dell’Italia verso il mondo e simbolo di un Paese dinamico, moderno e capace di competere a livello internazionale.

Milioni di viaggiatori arriveranno e partiranno dall’aeroporto ‘Silvio Berlusconi’ e, attraverso questo nome, continueranno a ricordare un protagonista della storia italiana, profondamente legato a Milano e alla Lombardia, che ha saputo proiettare il nostro Paese oltre i confini nazionali.

L’intitolazione di un aeroporto assume, in questo senso, un significato ancora più profondo: Silvio Berlusconi è stato un precursore anche nella visione delle grandi opere e delle infrastrutture come motori di sviluppo e di apertura dell’Italia al mondo. È un riconoscimento che ci riempie di orgoglio e che restituisce la statura di una figura che ha segnato un’epoca, lasciando un’eredità che continuerà a parlare alle prossime generazioni.

Come Forza Italia abbiamo promosso e sostenuto sin dall’inizio questa proposta e voglio ringraziare il ministro Matteo Salvini ed Enac per aver portato a compimento questo percorso. Silvio Berlusconi ha fatto della capacità di guardare al futuro una delle cifre della sua esperienza, lasciando un segno profondo nella vita pubblica nazionale e innovando l’imprenditoria, l’edilizia, la comunicazione e la politica. Il contributo che ha dato alla crescita istituzionale, economica e sociale del Paese costituisce un immenso patrimonio che appartiene a tutti.

Oggi rendiamo omaggio al nostro Presidente, a un grande milanese e a un grande italiano”.

A margine della cerimonia, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha commentato il mancato intervento di alcuni esponenti politici e istituzionali: “Dispiace per gli assenti, perché oggi non è una giornata politica, non ricordiamo il Berlusconi politico, ricordiamo uno dei più grandi imprenditori della storia della Repubblica Italiana, non è un’intitolazione partitica, è un riconoscimento della realtà. Spero che ci sia un futuro in cui anche la politica si riunirà riconoscendo i meriti storici e innegabili di qualcuno al di là dell’appartenenza”.

La replica del sindaco di Milano Giuseppe Sala non si è fatta attendere, spiegando le motivazioni della propria decisione in una nota ufficiale: “Sento qualcuno lamentarsi della mia assenza (a dire il vero non si cita il mio nome, ma la sostanza è quella) all’intitolazione di Malpensa a Silvio Berlusconi. Ma scusate, ho lottato contro questa decisione, cosa avrei dovuto fare? Essere presente, con un finto sorriso? Oppure essere presente e ribadire i miei distinguo? Sono un uomo coerente e cerco di ricordarmene ogni giorno. Segnalo che nello stesso momento ero, con la fascia di Sindaco Metropolitano, a Inveruno per inaugurare una piazza, al centro di un nuovo plesso scolastico, a Piersanti Mattarella. Ho preferito essere lì”.

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