
- Prima Notizia 24
- Montevideo - Mercoledì 9 Settembre 2026, 10:30
L’italiano sul Río de la Plata: a Montevideo la lingua diventa un ponte tra due sponde
Due giorni tra storia, mate e cultura per l’iniziativa “Montevideo in italiano”, promossa dalla Società Dante Alighieri di Ramos Mejía insieme alle realtà della Dante nella capitale uruguaiana. Un’esperienza che ha portato studenti e docenti fuori dalle aule, nei luoghi dove l’eredità italiana continua a essere parte della vita quotidiana.
di Lorenzo Pisoni
Ci sono lingue che si imparano sui libri e altre che, a migliaia di chilometri dal Paese in cui sono nate, continuano a vivere nelle strade, nei ricordi familiari, nell’architettura e nelle abitudini quotidiane. A Montevideo l’italiano appartiene anche a questa seconda categoria.
È lo spirito che ha accompagnato “Montevideo in italiano”, il viaggio esperienziale organizzato il 10 e 11 settembre 2026 dalla Società Dante Alighieri di Ramos Mejía, in collaborazione con la sede di Montevideo e il Centro Culturale Dante Alighieri uruguaiano.
Studenti, docenti e appassionati hanno attraversato il Río de la Plata per trasformare la capitale dell’Uruguay in una grande aula a cielo aperto. Niente banchi e lezioni tradizionali, ma conversazioni, visite, incontri e soprattutto la possibilità di utilizzare l’italiano nella quotidianità.
Il percorso ha attraversato alcuni dei luoghi simbolo di Montevideo, da Plaza Independencia alla Ciudad Vieja, consentendo anche di riscoprire quanto profonda sia stata l'impronta italiana nella costruzione dell'identità urbana della città.
Un esempio è il Palacio Salvo, una delle architetture più riconoscibili dello skyline montevideano, progettato dall'architetto italiano Mario Palanti. Una presenza che racconta, attraverso pietra e cemento, una delle tante pagine del rapporto tra l'Italia e questa parte dell'America Latina.
Ma il viaggio non è stato soltanto un percorso nella memoria. Tra una passeggiata sulla Rambla e il tradizionale mate, studenti argentini e uruguaiani hanno condiviso parole, esperienze e storie personali, facendo dell'italiano uno strumento di incontro.
Il cuore dell'iniziativa è stato il Centro Culturale Dante Alighieri di Montevideo, punto di riferimento per quanti continuano a coltivare la lingua e la cultura italiana in Uruguay. Qui il confronto tra i partecipanti ha inevitabilmente incrociato anche il grande tema dell'emigrazione: famiglie partite dall'Italia, generazioni cresciute dall'altra parte dell'Atlantico e un patrimonio culturale che, con il passare del tempo, ha assunto forme nuove senza perdere completamente le proprie radici.
È proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell'esperienza rioplatense. In Argentina e Uruguay l'italiano non rappresenta soltanto una lingua straniera da apprendere. Per molti è anche il filo che conduce alla storia di una famiglia, a un cognome, a un paese d'origine raccontato dai nonni o dai bisnonni.
“Montevideo in italiano” ha provato così a restituire alla lingua la sua dimensione più naturale: quella dell'incontro.
Sulle due sponde del Río de la Plata, separate dall'acqua ma unite da una storia comune di migrazioni e contaminazioni culturali, l'italiano continua a trovare uno spazio nel presente. Non soltanto come memoria di ciò che è stato, ma come lingua capace ancora oggi di mettere in relazione persone, generazioni e Paesi.
E forse è proprio questa la lezione più significativa dei due giorni di Montevideo: una lingua resta viva quando smette di essere soltanto materia di studio e torna a essere esperienza, relazione e racconto.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24
















