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- Roma - Martedì 15 Settembre 2026, 14:00
L'ultimo saluto a Emma Bonino: in Campidoglio i funerali di Stato laici. Taibi: "Le sue lotte hanno cambiato il Paese"
Presenti il Capo dello Stato Mattarella, la premier Meloni e i vertici delle istituzioni. Il ricordo dell'assistente storica e gli interventi di Magi, Prodi e Letta.
Si sono svolti in Campidoglio i funerali di Stato laici di Emma Bonino, alla presenza delle massime cariche dello Stato, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni.
Ad accogliere le autorità sulla piazza – dove è stato allestito un maxi schermo per la cittadinanza ed è stata garantita la diretta televisiva – il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il leader di Più Europa Riccardo Magi e il deputato Benedetto Della Vedova.
Alla celebrazione ha partecipato una rappresentanza trasversale di tutte le forze politiche e delle istituzioni: il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, esponenti del governo come Carlo Nordio e Marina Calderone, e rappresentanti dell'opposizione tra cui Elly Schlein, Giuseppe Conte, Matteo Renzi, Carlo Calenda, Paolo Gentiloni, Massimo D'Alema, Mario Monti, Roberto Giachetti, Maria Elena Boschi e Angelo Bonelli, insieme a militanti radicali di ogni generazione.
Al termine della cerimonia, il Presidente Mattarella ha accompagnato il feretro all'uscita affiancando i familiari.
Nel corso delle esequie, la storica assistente Carla Taibi ha ricordato il rigore e la portata delle battaglie condotte da Bonino: "Emma è stata l'ispirazione di molte ragazze, io ero una di quelle. È stata maestra, amica a modo suo, ma soprattutto è stato un esempio. Era tenace e testarda, con quella dignità di cui lei stessa parlava. Studiava ogni questione, la sviscerava e non si arrendeva davvero mai. Le sue lotte hanno cambiato questo Paese e il mondo: per le libertà delle donne, contro l'aborto clandestino e la violenza di genere, la Corte penale internazionale, i diritti umani, la democrazia e per il principio fondamentale che tiene insieme tutte queste battaglie: la libertà delle persone di poter scegliere responsabilmente fino alla fine".
Taibi ha poi sottolineato l'eredità politica della leader: "Non avrebbe voluto una commemorazione: il modo migliore per ricordarla è tenere insieme tutte le sue battaglie, difendendo quanto ha già ottenuto e continuando quelle incompiute. Emma ha perso tante volte, ma la durata è la forma delle cose. Guardate l'Italia di oggi: Emma in qualche modo ha vinto, ha vinto perché oggi nessuno può dire che non abbia cambiato l'Italia e il mondo".
È poi intervenuto il segretario di +Europa, Riccardo Magi: "Emma pensava che gli Stati Uniti d’Europa fossero il nostro destino comune da costruire, l’obiettivo politico prioritario e più urgente. La pace si costruisce con il diritto e la democrazia e la democrazia smette di essere tale se non sta dalla parte delle vittime e degli aggrediti. Emma era una delle persone meno retoriche e più dirette che io abbia conosciuto. Non amava le cerimonie lunghe, ma si sarebbe illuminata a vedere tanti giovani e donne e le sarebbe piaciuta la scelta di questo luogo per il valore simbolico che ha il Campidoglio dove vennero firmati i Trattati. Oggi una delle sue conquiste più importanti è la Corte penale internazionale che sta subendo molti attacchi, uno dei compiti di tutti noi è quello di difenderla".
Sul profondo impegno europeista e sociale si è soffermato anche Romano Prodi: "La tenacia di Emma nella difesa dei diritti non è mai venuta meno; noi non abbiamo sempre condiviso tutto, ma la sua battaglia per la difesa dei più deboli è stata la sua stella polare. Un altro punto fermo per Emma era il legame inscindibile tra il destino italiano e quello europeo, un europeismo razionale, concreto e costruttivo, cosciente degli ostacoli che i nazionalismi europei portano. Non mi sono sorpreso per la sua crescente preoccupazione per l’andamento del progetto europeo perché continuamente ritardato, se non addirittura frenato. Emma e io siamo divenuti amici dopo la comune esperienza politica, di solito la politica divide gli amici ma la sua lealtà e a volte brutale franchezza hanno creato un rapporto progredito, anzi, intensificato dopo il lavoro comune. Con la scomparsa di Emma il Paese ha perso una donna straordinaria, intelligente e determinata".
Enrico Letta ha rimarcato la fermezza della leader sulle questioni internazionali: "Grazie Emma per non esserti mai risparmiata nel combattere, per non aver mai esitato nel difendere l’aggredito, l’Ucraina, di fronte all’aggressore, la Russia. Grazie Emma per non esserti limitata a farlo il primo giorno dell’invasione russa, ma anche dopo quando le prime sensazioni di stanchezza cominciavano e continuano. Grazie per averci insegnato che non ci si ferma davanti agli ostacoli, grazie per esserci stata e per esserci ancora".
Durante le esequie è intervenuta infine la segretaria dell'Associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo: "Forse non è un caso che Emma abbia voluto trascorrere l'ultimo mese davanti al suo amato mare, a Sabaudia, nel guardare le isole di Ponza, ed essere non solo idealmente vicina a Ventotene. La nascita della Corte penale internazionale oggi rischia di essere smantellata mattone dopo mattone ed è una realtà che va difesa. Emma Bonino sarebbe stata a favore di un sostegno tanto concreto quanto simbolico, magari candidando la Corte stessa al Premio Nobel per la Pace".
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