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- Roma - Lunedì 21 Settembre 2026, 14:40
Legge 104, nuova circolare INPS: stretta sui permessi e recupero delle somme in caso di sforamento dei tre giorni mensili
I giorni di permesso retribuito restano tre al mese per ciascun disabile. Se usufruiti da più familiari nello stesso giorno o oltre il limite, scatta la richiesta di restituzione dell'indennità.
L'INPS ha diffuso una nuova circolare per chiarire le modalità di fruizione dei permessi retribuiti previsti dall'articolo 33 della Legge 104/1992, utilizzati dai lavoratori per prestare assistenza a un familiare con disabilità grave.
Il documento specifica le regole per l'utilizzo del monte ore e annuncia controlli più severi con il contestuale recupero delle somme indebitamente percepite in caso di violazione dei limiti.
I giorni di permesso retribuito mensili restano complessivamente tre, frazionabili anche in ore. Sebbene dal 2022 sia stato superato il principio del "referente unico" — consentendo a più familiari di alternarsi nell'assistenza —, l'ampliamento dei soggetti beneficiari non modifica il tetto massimo: i tre giorni mensili sono intesi complessivamente per ciascuna persona con disabilità e non come plafond singolo per ogni parente.
La circolare individua due violazioni principali: il superamento della soglia dei tre giorni nell'arco del mese e la sovrapposizione dell'assistenza, che si verifica quando due o più parenti usufruiscono dei permessi nella medesima giornata o nelle stesse ore per lo stesso congiunto.
Per evitare lo sforamento dei tre giorni complessivi, l'Istituto invita i familiari a pianificare l'assistenza basandosi sul principio della "priorità temporale": chi richiede per primo il permesso nel corso del mese consuma la quota fino all'esaurimento della terza giornata. Qualora il limite venga oltrepassato, l'INPS procederà al recupero diretto dell'indennità economica nei confronti del lavoratore che ha fruito del permesso in eccedenza.
In merito alle sovrapposizioni orarie o giornaliere, l'INPS ribadisce che la normativa impone l'alternanza tra i parenti. Nell'ipotesi in cui più lavoratori usufruiscano del beneficio nello stesso momento, l'Istituto considererà l'utilizzo indebito e suddividerà la somma da restituire in parti uguali tra tutti i soggetti coinvolti, calcolandola in proporzione ai rispettivi orari di lavoro. Attualmente la platea dei beneficiari comprende i genitori (anche adottivi o affidatari), il coniuge, la parte dell'unione civile, il convivente di fatto e, in presenza delle condizioni di legge, i parenti o affini entro il terzo grado.
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