
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 14 Settembre 2026, 14:15
Legge elettorale, il Senato approva i primi articoli della riforma: domani il voto finale. Insorgono le opposizioni
Sì dell'Aula alle preferenze con capolista bloccati e all'aumento delle firme per le nuove liste. Bonelli (AVS): "Norma incostituzionale". Borghi (IV): "Limita i poteri del Colle".
Accelerazione decisiva al Senato sull'esame della nuova legge elettorale. L'Aula di Palazzo Madama ha dato il via libera all'articolo 1 del provvedimento con 95 voti favorevoli e 54 contrari.
Tra le principali novità introdotte rispetto al testo licenziato da Montecitorio figurano il meccanismo delle preferenze accoppiato ai capolista bloccati, la cancellazione della soglia minima per contribuire al premio di maggioranza e un innalzamento del numero di sottoscrizioni richieste alle forze politiche non presenti in Parlamento.
Bocciato, di contro, un emendamento a firma Pd che chiedeva di consentire la raccolta delle firme anche in modalità digitale con firma elettronica qualificata.
I lavori, sospesi dopo l'approvazione dell'articolo 5 — che stabilisce l'esonero dalla raccolta firme per i partiti che contavano un gruppo parlamentare al 31 dicembre 2025 —, riprenderanno nel pomeriggio per concludere l'analisi dei 9 articoli complessivi.
Il voto finale sull'intero testo è previsto per la mattinata di domani: trattandosi di un provvedimento modificato, la riforma dovrà poi tornare alla Camera per la terza lettura.
Approvato anche l'emendamento dei senatori Durnwalder e Unterberger sul ridisegno dei collegi nella provincia di Bolzano, scatenando la dura reazione del Pd con Dario Parrini, che ha parlato di "operazione da bari per favorire il centrodestra".
Nette le prese di posizione del fronte progressista. Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, ha denunciato un tentativo della premier Giorgia Meloni di esercitare un "dominio sul potere", preannunciando battaglia contro quella che definisce una "legge incostituzionale" e ipotizzando il ricorso alla fiducia nel successivo passaggio a Montecitorio.
Solleva riserve di natura istituzionale anche il senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva, che ravvisa nella norma un condizionamento diretto delle prerogative del Quirinale: "Il collega Malan ha esplicitamente detto che con questa legge elettorale verrà scelto il presidente del Consiglio. L'articolo 92 della Costituzione recita invece che il Presidente della Repubblica nomina il premier: si limita l'autonomia del Capo dello Stato e si tenta di introdurre il premierato via legge ordinaria", ha sottolineato Borghi, chiedendo di sospendere l'efficacia della norma in attesa di un pronunciamento della Consulta.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24














