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- Roma - Lunedì 21 Settembre 2026, 17:40
Limite agli stranieri in classe, Zuppi (CEI): "Scuola sia inclusiva, il luogo di nascita non determini le opportunità"
Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana apre il Consiglio permanente a Roma. Il monito del cardinale al rientro sui banchi: "Un cantiere decisivo per il nostro futuro".
Nessuna condizione di origine, sociale o economica deve limitare il diritto allo studio e la crescita dei giovani. A ricordarlo è stato il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), durante il discorso d'apertura del Consiglio episcopale permanente a Roma, intervenendo indirettamente sul dibattito relativo al tetto agli studenti stranieri nelle classi.
"Non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento di un ragazzo. Una scuola autenticamente inclusiva è uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace", ha scandito l'arcivescovo di Bologna.
In occasione della riapertura degli istituti scolastici, Zuppi ha sottolineato come la sfida formativa vada ben oltre la didattica: "La questione educativa non è un tema tra gli altri, né si riduce a programmi e metodologie. Tocca il cuore della nostra convivenza. Educare significa accompagnare una persona a diventare libera, capace di cercare la verità, di riconoscere il bene, di entrare in relazione con gli altri e di assumere responsabilmente il proprio posto nel mondo".
Nel corso del suo intervento, il presidente della CEI ha fatto riferimento anche ai recenti fatti di cronaca e agli episodi di violenza tra giovanissimi, evidenziando la necessità di "una presenza rinnovata nel mondo educativo".
Rivolgendo il suo auguriodi buon anno scolastico a studenti e corpo docente, il cardinale ha infine tracciato la rotta per il sistema educativo nazionale: "All'inizio dell'anno scolastico non auguriamo soltanto buoni risultati. Auguriamo alle nostre scuole di essere comunità capaci di generare fiducia, passione e responsabilità; luoghi in cui nessuno si senta escluso; laboratori di umanità in cui la tecnologia sia al servizio della persona e non la persona al servizio della tecnologia. Auguriamo loro di custodire il tempo lento dell'ascolto, dello studio, della meraviglia, del confronto vero, senza i quali nessuna libertà interiore può crescere. La scuola non è uno spazio da attraversare in fretta: è, ancora oggi, un cantiere decisivo del nostro futuro comune".
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