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- Varese - Lunedì 21 Settembre 2026, 16:15
Manovra e sanità, Giorgetti: "Chi perde il controllo del debito non sceglie più, subisce"
Il ministro dell'Economia all'Università dell'Insubria di Varese: "I conti in ordine sono una scelta redistributiva. Ogni euro di interessi è un euro in meno alla spesa utile".
Un bilancio pubblico in stabilità non è un mero vincolo contabile, ma un presupposto indispensabile per tutelare i ceti più deboli e garantire i servizi essenziali. Lo ha rimarcato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti durante il suo intervento al convegno sulla sussidiarietà e la sanità organizzato all'Università dell'Insubria di Varese.
"Quando un Paese perde il controllo del debito non sceglie più, subisce", ha ammonito il titolare del Mef rivolgendosi alla platea. "Lo dico davanti a chi ha costruito opere per le persone, che hanno più bisogno e quindi un bilancio in ordine è una scelta redistributiva prima che contabile. Gli interessi sul debito pagano il passato, la spesa utile invece va a chi ha bisogno e prima di tutti a chi le cure non potrebbe pagarsele".
La pressione del debito sui conti pubblici, secondo il ministro, condiziona le capacità di intervento dello Stato: "Un bilancio schiacciato dagli interessi taglia in modo lineare e solo un bilancio in ordine può permettersi di essere selettivo e di sostenere ciò che funziona. Questa è la parte che deve fare lo Stato. La spesa per gli interessi non cura nessuno e ogni euro in più di interessi è un euro in meno di spesa utile". Un monito rafforzato dai numeri del debito sovrano italiano: "Guardate che questo non è teoria, è storia. L'Italia ha 3mila miliardi di debito, il 137% del Pil e decide da sé finché conserva la fiducia di chi le presta i soldi. Se la perde, le priorità la dettano i creditori".
Nel suo passaggio dedicato all'assistenza sanitaria e al ruolo delle famiglie, Giorgetti ha ricordato le spese sostenute dai cittadini: "C'è infine la parte delle famiglie. Gli italiani spendono di tasca propria 41 miliardi l'anno per la salute e per l'8,6% delle famiglie quelle spese sono insostenibili". Per rispondere a questa criticità, il ministro ha delineato una riorganizzazione della sanità integrativa e della previdenza: "Io penso che si debba rafforzare e organizzare meglio il ruolo dei fondi sanitari e dei fondi pensione. Per i fondi sanitari il vantaggio fiscale deve essere legato alla prestazione effettivamente offerta agli iscritti e per i fondi pensione la copertura per la non autosufficienza valida per tutta la vita deve diventare una componente di ogni piano pensionistico".
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