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  • Venezia - Mercoledì 22 Luglio 2026

Medici di famiglia, il "modello Veneto" incassa l'ok della Fnomceo: "Da estendere a tutta Italia"

La Regione raddoppia l'importo delle borse per i corsisti in Medicina generale. Anelli (Fnomceo) apprezza e chiede al ministro Schillaci un intervento nazionale per equiparare i compensi a quelli degli specializzandi.

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La Giunta regionale del Veneto ha approvato uno stanziamento di 4,5 milioni di euro per il triennio 2026-2028 destinato a raddoppiare l'importo delle borse di formazione in Medicina generale, incrementando ciascun assegno di oltre 12 mila euro lordi. Una misura volta ad aumentare l'attrattività della professione che ha incassato il pieno apprezzamento della Fnomceo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri.

"È una scelta di grande lungimiranza", commenta il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli. "Riconosce il valore di una professione essenziale per il Ssn e rappresenta un atto di giustizia nei confronti di tanti giovani che scelgono questo percorso, superando una disparità atavica che non trova ragione di esistere".

Forte del provvedimento approvato a Venezia, il vertice della Federazione ha rivolto un appello diretto al Governo per superare i divari territoriali. "Il ministro Schillaci, medico e già rettore universitario, raccolga il segnale che arriva dal Veneto e promuova un provvedimento nazionale che equipari il trattamento economico dei corsisti di Medicina generale a quello degli specializzandi", suggerisce Anelli, ribadendo che "investire nella Medicina generale significa investire nel futuro del Ssn, nella prossimità delle cure e nella tenuta dell’assistenza territoriale".

La Fnomceo sottolinea infine l'importanza di assicurare uniformità di diritti per professionisti e pazienti nell'intero panorama peninsulare, senza generare diseguaglianze nell'accesso ai servizi sanitari o nella qualità formativa. Si tratta di una linea che la Federazione "sostiene da sempre", evidenzia il presidente Anelli, "e che abbiamo richiamato anche nel confronto sull’autonomia differenziata: prima di diversificare competenze e modelli organizzativi, occorre rendere uguali le opportunità. Vale per il diritto alla salute e per la formazione. Per questo chiediamo che una scelta lungimirante come quella del Veneto diventi presto patrimonio dell’intero Paese".

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