
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 23 Luglio 2026
Minori: proposta di legge al Senato, no a tablet e smartphone sotto i tre anni
Il testo presentato dalla senatrice Malpezzi con Società Italiana di Pediatria e Terre des Hommes prevede linee guida nazionali, il divieto nei nidi e la formazione nei corsi preparto.
Stop totale a smartphone, tablet e dispositivi digitali nei primi tre anni di vita, supporto continuo ai neogenitori fin dalla gravidanza e nidi liberi da schermi. È quanto prevede la nuova proposta di legge per la tutela dello sviluppo neurocognitivo, fisico e relazionale dei bambini, presentata al Senato su iniziativa della senatrice Simona Malpezzi e promossa insieme alla Società Italiana di Pediatria e alla Fondazione Terre des Hommes Italia Ets.
Il testo, sostenuto in modo bipartisan da parlamentari di tutti i gruppi politici, punta a definire linee guida nazionali che saranno adottate dal Ministero della Salute. Il provvedimento stabilisce di evitare qualsiasi uso del digitale nella prima infanzia e di fissare, per la fascia d'età successiva fino ai 18 anni, tempi massimi giornalieri di utilizzo e modalità di accompagnamento educativo graduale. L'iniziativa punta a coinvolgere l'intera rete di supporto alla famiglia, dai corsi preparto ai punti nascita, dai consultori ai pediatri.
"Questo disegno di legge mette al centro la tutela dei più piccoli attraverso un potenziamento dell’informazione e della formazione, soprattutto dei genitori", sottolinea la senatrice Malpezzi.
Nei corsi di preparazione alla nascita verranno introdotti moduli specifici dedicati all'impatto delle tecnologie sui neonati, con l'obiettivo di evitare l'uso dei dispositivi come strumenti per placare o intrattenere passivamente i piccoli.
Per i servizi educativi della fascia zero-tre anni, sia pubblici sia privati, scatta il divieto di impiegare strumenti digitali nelle attività, privilegiando il gioco libero, il movimento, la relazione e lo sviluppo del linguaggio.
"Nei primi anni di vita il cervello attraversa una fase di straordinario sviluppo e ha bisogno soprattutto di esperienze reali: relazione, contatto, movimento, gioco, ascolto e interazione con l’adulto", fa notare Rino Agostiniani, presidente della Società italiana di pediatria. "Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di evitare che venga introdotta troppo presto e che sottragga spazio a esperienze fondamentali per la crescita".
A supporto della misura è prevista anche una revisione della formazione dei professionisti, con l'inserimento nei piani di studio universitari di moduli sulla neurobiologia dello sviluppo e sui rischi del digitale rivolti a pediatri, ostetriche, educatori e assistenti sociali. Presso il Ministero della Salute verrà inoltre istituito un Tavolo tecnico nazionale permanente per monitorare l'applicazione della norma e aggiornare le linee guida almeno ogni tre anni.
"Da tempo sentivamo il bisogno di poter incidere in modo più efficace nella tutela dei bambini, che vediamo tutti i giorni, loro malgrado, esposti ai dispositivi digitali in così tenera età, per via di scelte educative spesso dovute alla mancanza di conoscenza dei danni che ne derivano", spiega Federica Giannotta, responsabile advocacy e progetti Italia di Fondazione Terre des Hommes Italia Ets.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24













