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  • Bologna - Martedì 22 Settembre 2026, 20:05

Modena, Barcaiuolo (FdI): "El Koudri ebbe borsa di studio, altro che emarginato"

"I documenti smentiscono le narrazioni sulla mancata accoglienza, l'autore dell'attentato ricevette oltre 6mila euro di borse di studio".

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“I fatti e le carte ufficiali impongono una riflessione seria e smentiscono la narrazione che, all’indomani dell’attentato di Modena, aveva ricondotto quanto accaduto esclusivamente a una presunta condizione di ‘fragilità’, alla ‘mancata accoglienza’ o all’emarginazione sociale. I dati ufficiali forniti dalla Regione Emilia-Romagna raccontano infatti una realtà molto diversa”.

A dichiararlo è il senatore Michele Barcaiuolo, Coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna, commentando i dati forniti dalla Direzione Generale Educazione e da ER.GO in risposta all’interrogazione presentata da Fratelli d’Italia in merito alla posizione di Salim El Koudri, autore del grave attentato dello scorso maggio nel centro di Modena.

“I documenti parlano chiaro: tra il 2014 e il 2017, la Regione Emilia-Romagna ha erogato a El Koudri 6.585,33 euro complessivi a titolo di borsa di studio per la frequenza del corso di laurea in Economia e Marketing Internazionale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (Unimore). Non stiamo parlando, quindi, di una persona che le istituzioni avrebbero lasciato completamente ai margini.

Al contrario, emerge che ha avuto accesso a strumenti di sostegno al diritto allo studio finanziati con risorse pubbliche. È un dato che deve essere conosciuto e sul quale è doveroso interrogarsi”.

“Di fronte a queste informazioni – prosegue Barcaiuolo – è necessario superare le semplificazioni e affrontare il tema della prevenzione con serietà. Se una persona che successivamente si rende protagonista di un gravissimo attentato era già entrata in contatto con diversi livelli delle istituzioni pubbliche, comprese quelle sanitarie e universitarie, bisogna capire se vi siano state occasioni nelle quali segnali di rischio avrebbero potuto essere individuati e condivisi”.

“La domanda che poniamo alla Regione e alle istituzioni competenti è semplice: i diversi soggetti pubblici che avevano avuto rapporti con questa persona disponevano di informazioni o segnali che, nel rispetto della legge e delle competenze di ciascuno, avrebbero potuto essere valorizzati ai fini della prevenzione? E, soprattutto, esistono oggi procedure adeguate per evitare che informazioni rilevanti rimangano frammentate tra amministrazioni diverse?”.

“Per questo – conclude il senatore Barcaiuolo – chiediamo una verifica approfondita dei criteri e delle procedure con cui vengono assegnate le risorse pubbliche e, più in generale, delle modalità con cui le diverse istituzioni possono collaborare nella prevenzione dei fenomeni di radicalizzazione violenta, nel pieno rispetto delle garanzie previste dal nostro ordinamento. La sicurezza dei cittadini deve essere una priorità e non può essere affrontata attraverso slogan o letture ideologiche. Servono responsabilità, prevenzione, coordinamento tra le istituzioni e capacità di intervenire prima che sia troppo tardi”.

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