
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 23 Settembre 2026, 14:55
Ocse, riviste al rialzo le stime sul Pil italiano nel 2026: crescita allo 0,9%. Frenano i mercati globali per l'impatto dei dazi
L'organizzazione con sede a Parigi corregge al rialzo le previsioni economiche per l'Italia rispetto a giugno, ma mette in guardia dai rischi del protezionismo e delle tensioni commerciali su scala globale.
Migliorano le prospettive di crescita per l'economia italiana, mentre il contesto globale inizia a mostrare i primi segnali di decelerazione. Secondo l'ultimo rapporto economico intermedio diffuso dall'Ocse a Parigi, il Prodotto interno lordo dell'Italia registrerà un incremento dello 0,9% nel 2026, con un correttivo all'insù di quattro decimali rispetto allo 0,5% stimato nel precedente outlook di giugno.
Rimane invece confermata allo 0,6% la proiezione per il 2027. Sul fronte dei prezzi al consumo, l'organizzazione internazionale ha ribadito una stima d'inflazione del 3% per l'anno in corso, rivedendo tuttavia al rialzo le proiezioni per il 2027 dal 2,2% al 2,6%.
A livello globale, gli indicatori più recenti evidenziano un progressivo rallentamento dello sviluppo economico a fronte di una dinamica di disinflazione che tende a stabilizzarsi.
A pesare sulle prospettive internazionali è soprattutto il nuovo incremento dei dazi effettivi applicati alle merci destinate al mercato statunitense, il cui impatto completo rischia di frenare gli scambi nei prossimi mesi.
Tra i principali elementi di vulnerabilità, l'Ocse segnala il potenziale inasprimento delle barriere commerciali, la ripresa delle tensioni sui prezzi, i timori legati alla tenuta dei conti pubblici e possibili correzioni destabilizzanti sui listini finanziari. Per contro, l'eventuale allentamento delle restrizioni sugli scambi o un'accelerazione nell'adozione dell'intelligenza artificiale potrebbero imprimere una spinta superiore alle attese.
Per preservare la stabilità e sostenere la crescita, il rapporto raccomanda una rinnovata cooperazione internazionale per garantire trasparenza e prevedibilità alle politiche commerciali.
Sul piano monetario, le banche centrali sono invitate a mantenere un atteggiamento prudente, pur conservando il margine per ridurre i tassi d'interesse laddove l'inflazione di fondo mostri una convergenza verso i target prefissati.
Infine, l'istituzione di Parigi richiama la necessità di una rigorosa disciplina di bilancio per garantire la sostenibilità del debito nel lungo periodo e di un piano incisivo di riforme strutturali volte a cogliere le opportunità offerte dall'innovazione tecnologica.
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