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- Reggio Emilia - Martedì 15 Settembre 2026, 15:10
Omicidio Saman Abbas, parla il fratello Alì: "Ho visto mio zio prenderla per il collo, lei è un simbolo di libertà"
Il racconto di Alì Haider a La Repubblica: la notte del delitto a Novellara, il dolore per la famiglia e il coraggio di rompere l'omertà.
A distanza di anni dal delitto di Novellara, Alì Haider, l'unico fratello di Saman Abbas, è tornato a ripercorrere la tragedia della diciottenne uccisa nel 2021 da genitori e parenti per essersi opposta a un matrimonio combinato in Pakistan e per la volontà di vivere la sua storia d'amore con un connazionale.
Il suo corpo, rimasto sepolto a due metri di profondità dietro un casolare per 18 mesi prima del ritrovamento, è stato al centro di una vicenda giudiziaria segnata dalla svolta impressa dallo stesso Alì, all'epoca minorenne, la cui testimonianza ha spezzato l'omertà familiare portando all'ergastolo per i genitori e i cugini e a una condanna a 22 anni per lo zio.
Oggi ventunenne, il giovane descrive la sorella come una figura di riferimento: "Sono molto orgoglioso di lei. Era la più forte e coraggiosa, non avrei mai saputo lottare come lei per la sua libertà. E penso che le donne devono fare ciò che vogliono". E aggiunge il senso della perdita drammatica: "Ho perso prima Saman, la persona più importante per me, poi ho perso i miei genitori".
Nel descrivere la notte del delitto e l'inganno teso alla sorella, fatta rientrare a casa con la falsa rassicurazione che la rabbia dei familiari si fosse placata, Alì rievoca l'atteggiamento dei parenti: "Erano come animali. Io tremavo tutto a guardarli".
Decisivo per la sua scelta di collaborare con la giustizia è stato il colloquio con le forze dell'ordine: "Fu il comandante dei carabinieri a dirmi: una bugia rovina tutto, la verità batte tutti, e mi ha sciolto il cuore. Piano piano mi sono riuscito ad aprire e ho detto 'mio zio Danish ha ucciso mia sorella'. Io ero davanti alla porta, ho visto mio zio che la prendeva per il collo e la portava nelle serre. La stessa notte in cui aveva fatto quella roba, lui dormiva accanto a me. Dormiva, capito? Con gli stessi vestiti addosso. Lui russava, io piangevo. E avevo tantissima voglia di ucciderlo. Ma non volevo andare in prigione".
Nonostante la rottura, resta la complessità del legame emotivo con la madre, detenuta in carcere: "Mia madre mi manca tantissimo. Lei riesco ad andarla a trovare in carcere. Mi ha sempre detto che è venuta in Italia per me, aveva fatto dei sacrifici per darci un futuro, saperla lì dove sta ora, in una cella, mi fa stare male. L'alcol è stata la rovina, mia madre ha avuto una vita di m... Quando mio padre beveva, un disastro".
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