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  • Roma - Venerdì 25 Settembre 2026, 16:05

Papa Leone XIV in Francia, l'appello a Parigi: "Basta corsa agli armamenti, la pace non è un equilibrio di forze"

Il Pontefice accolto all'Eliseo da Macron: "Fermare la convinzione che le armi atomiche dicano sicurezza"..

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Papa Leone XIV è partito questa mattina dall’aeroporto di Roma Fiumicino alla volta di Parigi, dando inizio al Viaggio Apostolico in Francia che lo vedrà impegnato fino al 28 settembre. 

Dopo l’arrivo all’Aeroporto internazionale di Parigi Orly, il Santo Padre ha raggiunto il Palazzo dell’Eliseo per l'accoglienza ufficiale da parte del Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, e della première dame Brigitte.

Contestualmente, attraverso i propri canali social ufficiali, l’Eliseo ha salutato l'arrivo del Pontefice: “La Francia accoglie una voce di pace e di speranza, che unisce le persone al di là dei confini e delle credenze. Benvenuto in Francia, Papa Leone XIV”.

Poco prima di lasciare lo spazio aereo italiano, la Torre di Controllo ENAV di Fiumicino aveva trasmesso il consueto messaggio inviato dal Papa al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Mentre mi accingo a compiere il Viaggio Apostolico in Francia, sotto lo sguardo della Vergine Maria, alla cui intercessione affidiamo il desiderio di pace e riconciliazione tra i popoli, mi è gradito rivolgere a Lei, Signor Presidente, il mio cordiale saluto, che accompagno con fervidi auspici per il bene e la prosperità dell’intera Nazione italiana”.

Nel corso dell’incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico presso la Salle des fêtes a Parigi, Papa Leone XIV ha pronunciato un accorato discorso incentrato sul disarmo e sul ruolo della diplomazia internazionale: “La pace non è un equilibrio di forze, si costruisce ogni giorno attraverso il dialogo e la giustizia. Vi esorto dunque a non rassegnarvi mai alla prospettiva della guerra considerandola inevitabile, ma a promuovere instancabilmente il dialogo e la diplomazia, per preservare società pacifiche, rispettose della dignità e dei diritti della persona e dei popoli”.

Il Papa ha poi rivolto un richiamo specifico alle responsabilità storiche e politiche della nazione ospitante: “Di fronte al rumore delle armi e alle crisi multiformi che scuotono il nostro mondo, la Francia ha la vocazione di rimanere artefice instancabile della pace e del multilateralismo, in particolare all’interno della nostra cara Europa. Possa la Francia, fedele ai suoi valori, tracciare il solco di una pace disarmata e disarmante e offrire con responsabilità il suo insostituibile contributo alla pace”.

Infine, il Pontefice si è soffermato sulla condanna del riarmo globale e della deterrenza nucleare: “La giustizia, la saggezza e il senso dell’umanità esigono che si arresti la corsa agli armamenti, esigono una riduzione parallela e simultanea degli armamenti mondiali esistenti nei diversi Paesi. La proibizione delle armi atomiche e il disarmo devono essere realizzati di comune accordo e accompagnati da controlli efficaci. Si diffonde infatti sempre più l’erronea convinzione che il possesso di armi nucleari costituisca una garanzia di sicurezza, alimentando una nuova corsa agli armamenti difficilmente controllabile”.

Accogliendo il Santo Padre, il presidente Emmanuel Macron ha espresso la gratitudine del popolo francese, evidenziando la natura del laicismo d'Oltralpe: “È un grande onore e una grande gioia per la Repubblica francese darle il benvenuto oggi sul nostro suolo, molti dei nostri concittadini percepiscono, con la sua visita in Francia, un senso di speranza”. Il capo di Stato ha ricordato il “legame unico tra la Francia e la Chiesa cattolica”, ribadendo che “il laicismo francese che non è affatto una negazione della religione. La Repubblica considera suo dovere permettere a ogni persona di pensare ed esprimere il proprio punto di vista in ogni ambito della vita, di credere o non credere, in privato come in pubblico, purché rispetti le leggi”.

Sullo scenario geostrategico, Macron ha condiviso gli appelli papali: “La pace è l’orizzonte verso cui lavoriamo insieme, Lei ha posto i primi mesi del suo pontificato sotto la bandiera di una pace disarmante e pacifica, un’esigenza che assume particolare forza mentre la guerra devasta il nostro continente e tensioni e conflitti riemergono ovunque. Questa esigenza ci ricorda che la pace è più del silenzio delle armi e che presuppone giustizia, sicurezza, rispetto dei diritti umani, sovranità delle nazioni e diritto dei popoli all’autodeterminazione e, ancor più fondamentalmente, la capacità di riconoscere l’altro per quello che intende essere.

La Francia è dalla parte della pace, dell’azione multilaterale, del rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. E noi siamo fedeli a questi principi ovunque, senza doppi standard, con coerenza e fermezza”.

In risposta al telegramma del Pontefice, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di saluto e riflessione, legato al passaggio della missione vaticana presso l'UNESCO: “Santità, desidero ringraziarLa sentitamente per il messaggio che ha voluto inviarmi alla partenza della missione apostolica in Francia e all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO).

La nazione che si appresta a visitare, nella sua storia millenaria, ha apportato all’Europa e al mondo un contributo essenziale per l’affirmatione dei diritti e delle libertà individuali, insieme a quegli ideali universali che sono a fondamento delle nostre democrazie. Il motto stesso del Suo viaggio, ‘Affinché il mondo abbia la vita’, incoraggia all’unità e alla coesione, suscita un impegno positivo indirizzato alla ricerca del bene comune e al servizio della persona umana. Ne è un esempio fulgido, ispirato ai valori cristiani, Robert Schuman, che la Santità Vostra ricorderà a Metz.

La sua generazione fu in grado di superare le tragedie della guerra e gli interessi di parte, dando avvio al grande progetto di un’Europa unita, riconciliata e giusta”.

Mattarella ha concluso sottolineando il valore delle regole sovranazionali negli equilibri internazionali contemporanei: “Ancora oggi, il processo d’integrazione alimenta e sostiene l’ordine multilaterale basato sulle regole, argine irrinunciabile al predominio indiscriminato della forza, mentre si fa ogni giorno più pressante l’esigenza di un’equa condivisione delle risorse sul pianeta, di un loro impiego etico, salvaguardando l’equilibrio tra le genti e le generazioni. Certo che il Suo messaggio in favore della dignità di ogni essere umano e della collaborazione tra i popoli sarà accolto come segno di speranza in un futuro di maggiore concordia, Le rinnovo, Santità, le espressioni della mia profonda considerazione”.

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