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- Roma - Martedì 22 Settembre 2026, 17:20
Pensioni, la Ragioneria dello Stato: nel 2029 l'età pensionabile salirà a 67 anni e sei mesi
Nel rapporto di medio-lungo periodo si prospetta una costante stretta sui requisiti. Il rapporto spesa-Pil raggiungerà il picco del 17,1% nel 2041 a causa del pensionamento dei "baby boomer".
L'adeguamento dei requisiti alla speranza di vita farà slittare progressivamente l'asticella per l'uscita dal mondo del lavoro. È quanto emerge dal rapporto "Le tendenze di medio lungo periodo del sistema pensionistico e socio sanitario" elaborato dalla Ragioneria generale dello Stato, secondo cui nel 2029 l'età per accedere alla pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e 6 mesi, per poi raggiungere i 67 anni e 8 mesi nel 2031.
Per la pensione anticipata prescindendo dall'età anagrafica saranno invece necessari 43 anni e 4 mesi di contributi nel 2029 e 43 anni e 6 mesi nel 2031, fermo restando lo sconto di un anno per le donne.
La tabella di marcia delineata dal documento prevede tappe intermedie già a breve termine: nel 2027 la pensione di vecchiaia si collocherà a 67 anni e un mese (con 42 anni e 11 mesi per l'anticipata), mentre nel 2028 serviranno 67 anni e 3 mesi di età (oppure 43 anni e un mese di contribuzione per l'anticipata). Sul fronte dei conti pubblici, il rapporto tra spesa pensionistica e Prodotto Interno Lordo toccherà il suo acme nel 2041 toccando la quota del 17,1%, livello su cui si assesterà per il successivo triennio.
Successivamente la tendenza invertirà la rotta, registrando una contrazione progressiva verso il 16,2% nel 2050 e il 14,0% nel 2070. L'incremento dell'impatto economico fino al 2041 viene spiegato dai tecnici della Ragioneria con l'aumento dell'indice di dipendenza anziani: "Indotto dalla transizione demografica collegata all'ingresso in quiescenza delle generazioni del baby boom, solo parzialmente compensato dall'innalzamento dei requisiti minimi di accesso al pensionamento e dall'effetto del contenimento degli importi pensionistici esercitato dalla graduale applicazione del sistema di calcolo contributivo sull'intera vita lavorativa".
La contrazione prevista nei decenni successivi rifletterà invece l'uscita delle coorti più numerose e il pieno regime del sistema contributivo, affiancato dall'"adeguamento automatico dei requisiti minimi di pensionamento in funzione della speranza di vita".
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