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  • Roma - Mercoledì 16 Settembre 2026, 13:15

Rapporto Istat, dramma violenze sui minori: oltre tre milioni di italiane colpite prima dei 16 anni

Nel report dell'Istituto emerge un quadro allarmante tra abusi in famiglia e silenzio: quasi il 60% delle vittime minori non parla con nessuno.

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Il rapporto dell'Istat intitolato "Violenza contro le donne dall'infanzia all'età adulta", basato sull'indagine condotta tra maggio 2025 e gennaio 2026, restituisce una fotografia drammatica del fenomeno degli abusi subiti in età giovanile.

Nel documento si legge che "il 15,3% delle donne italiane tra i 16 e i 75 anni, pari a circa 3 milioni, e l'11,4% delle straniere di questa stessa età, oltre 244mila donne, dichiarano di aver subìto almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni, violenze che si sono verificate soprattutto da parte di persone conosciute o in ambito familiare".

Tra la popolazione straniera residente in Italia, "il dato più elevato si riscontra tra le rifugiate (22,4%, pari a 7mila 260 donne); le romene hanno un dato simile alle italiane (14,6%, corrispondente a 71mila 800 donne), seguite dalle donne filippine (12,0%, 8mila 800)".

Un elemento centrale emerso dalla rilevazione riguarda la solitudine delle vittime minorenni. L'Istat rileva che "la maggior parte delle ragazze e delle bambine non parla della violenza sessuale subìta", aggiungendo che "il silenzio sull'accaduto rappresenta la situazione più frequente sia tra le italiane sia tra le straniere: rispettivamente il 58,4% e il 58,3% delle donne che hanno subìto violenza sessuale prima dei 16 anni dichiara di non averne parlato con nessuno al momento della violenza".

Quando decidono di aprirsi, le italiane si confidano maggiormente con i parenti (29,9%) e meno con coetanei o vicini (10,8%), mentre tra le straniere le due opzioni si equivalgono. Si rivela invece marginale il ricorso alle istituzioni o al personale scolastico: solo il 2,6% delle italiane e l'1,9% delle straniere ha segnalato l'accaduto a professori o insegnanti. Sul fronte delle violenze sessuali prima dei 16 anni – che colpiscono l'8,2% delle italiane e il 3,4% delle straniere – si registra tuttavia un calo rispetto al passato: limitando il confronto alla fascia 16-70 anni, la quota scende dal 10,6% del 2014 al 7,8% del 2025.

La forma prevalente rimane il contatto indesiderato nelle parti intime (7,2% italiane, 2,8% straniere), mentre lo 0,8% di entrambe le categorie riferisce di essere stata costretta a un rapporto completo.

La maggior parte degli episodi si concentra tra gli 11 e i 16 anni, ma per il 45,4% delle italiane il primo abuso è avvenuto prima degli 11 anni e nell'8,2% dei casi persino prima dei sei anni. Nei casi in cui l'aggressore è il padre o il patrigno, la gravità percepita sfiora l'80,1% e la frequenza delle reiterazioni aumenta.

Per le italiane i responsabili sono in prevalenza conoscenti (29,1%), amici o compagni di scuola (24,9%) e altri parenti (18,4%), laddove tra le straniere prevalgono gli sconosciuti (56,7%), con la presenza del padre o patrigno al 21,7%. La violenza fisica prima dei 16 anni riguarda il 9,2% delle italiane (circa 1,85 milioni) e il 9,6% delle straniere, spaziando da spinte e schiaffi fino ad aggressioni gravi con percosse o armi (circa il 3% per entrambi i gruppi).

Nelle violenze fisiche più severe, la matrice familiare è netta: tra le vittimate italiane il padre o patrigno è autore del 40% dei casi e la madre del 28%. A ciò si sommano le umiliazioni psicologiche sistematiche (oltre il 4%) e la violenza assistita in casa, vissuta dal 10,4% delle donne tra le mura domestiche nei confronti dei genitori o dei fratelli.

Tutti questi vissuti precoci generano una catena traumatica prolungata: chi ha subìto abusi nell'infanzia presenta un rischio quasi doppio di subire violenze da adulta (57,2% contro il 31,9% generale per le italiane), a testimonianza di quel processo di trasmissione intergenerazionale del danno osservato anche a livello europeo.

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