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- Roma - Mercoledì 22 Luglio 2026
Sanità, botta e risposta tra Aran e Nursind sul rinnovo del contratto: stallo sulle risorse economiche
Dopo oltre quattro ore di vertice, il sindacato degli infermieri esprime delusione per gli aumenti ritenuti insufficienti. L'Aran parla di "progressi concreti" ma smentisce le cifre diffuse.
Si preannuncia complesso il cammino per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl) del comparto Sanità 2025-2027. Al termine di un incontro di oltre quattro ore presso la sede dell’Aran, le posizioni tra l'Agenzia negoziale e il Nursind – il principale sindacato delle professioni infermieristiche – rimangono distanti, in particolare sulle coperture economiche e sulle indennità destinate al personale turnista.
Per il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, l'ipotesi di testo attualmente sul tavolo "delude sul piano economico". Le retribuzioni, sostiene il sindacato, "restano appiattite e si fa poco per il personale turnista che era e rimane il più disagiato". Bottega spiega che, depurando gli importi dalle risorse destinate all’indennità di specificità e dagli arretrati dell’indennità di vacanza contrattuale, “le cifre viaggiano sui 240 euro medi per gli infermieri, rispetto ai circa 172 del precedente accordo”.
Secondo il segretario “nel testo manca quella svolta in grado di rendere veramente attrattiva la professione”. Il sindacato contesta inoltre lo schiacciamento dei livelli retributivi: “la distanza dell’incremento tra l’area dei professionisti della salute e quella degli assistenti è di soli 10 euro lordi mensili”, mentre sulla base delle stime del Centro studi Nursind “un infermiere con anzianità media guadagna appena 137 euro netti in più di un Oss”.
Aperte anche le questioni normative: se la bozza introduce il recepimento delle norme sulle pause di dieci minuti per i turni superiori alle sei ore e nuove regole sulla retribuzione durante le ferie, il Nursind esprime forti riserve. “Non ci convince la modalità di calcolo” per le ferie, osserva Bottega, aggiungendo che sulla pausa “non vorremmo che finisse per estinguere anche il diritto alla mensa per il personale turnista”. Inoltre, critica il segretario, “non è previsto nessun aumento dell’indennità notturna”, a dispetto delle indicazioni giunte dalle Regioni.
Di segno opposto la lettura dell'Aran, che parla di un incontro che ha garantito “un esame analitico e sistematico del testo contrattuale” permettendo “progressi concreti e misurabili nella costruzione di un’intesa equilibrata”, pur ammettendo che alcune nodi prioritari restano aperti e “condizionano la chiusura definitiva del negoziato”.
L'Agenzia ha contestato fermamente le stime numeriche circolate a margine del tavolo: le cifre diffuse dalle organizzazioni, “oscillanti, a seconda della sigla, tra una media di 130 e una di 240 euro mensili per la categoria degli infermieri, non corrispondono all’ipotesi contrattuale attualmente sul tavolo”.
L'Aran ha rimarcato come “una comunicazione ancorata ai dati reali non è soltanto una questione di correttezza verso gli addetti ai lavori: è condizione indispensabile per la credibilità del negoziato”. Infine, respingendo le accuse di chi ha parlato di un'ennesima occasione persa, l'Aran ha ricordato che “non più di dieci mesi fa le medesime organizzazioni avevano sottoscritto il Ccnl 2022-2024”. Pertanto, conclude l'Agenzia, se la trattativa in corso viene definita l'ennesimo fallimento, “il giudizio finisce inevitabilmente per investire anche quel recente accordo”.
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