
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 23 Luglio 2026
Senato: Dl Giustizia-Immigrazione in Aula senza relatore, il centrodestra si spacca sulle intercettazioni
Tensione tra FdI e FI sugli ascolti ambientali, mentre le opposizioni attaccano sulla tenuta della maggioranza.
Il decreto Giustizia-Immigrazione si trasforma in uno scoglio per la maggioranza e approderà nell'Aula del Senato senza il mandato ai relatori Marco Lisei (FdI) ed Erika Stefani (Lega).
La decisione è arrivata dopo il mancato accordo nelle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia, rinviando alla discussione generale lo scioglimento dei nodi politici, a partire dal braccio di ferro sulle intercettazioni.
Le divergenze interne vedono Fratelli d'Italia favorevole all'ampliamento dell'uso dei captatori nei procedimenti connessi, recependo le sollecitazioni del procuratore nazionale antimafia Gianni Melillo, mentre Forza Italia e Noi Moderati confermano il proprio rifiuto. “Non lo votiamo. Abbiamo detto e ripetuto che non possiamo votarlo”, ha ribadito il portavoce azzurro Raffaele Nevi. Sulla stessa linea Gaetano Scalise, responsabile giustizia di Noi Moderati, che ha precisato: “Non riteniamo praticabili riformulazioni dell’emendamento”, auspicando “di non dover arrivare a votare contro” e proponendo un disegno di legge separato per evitare interventi estemporanei sulle garanzie processuali.
Sul fronte di Fratelli d'Italia, il primo firmatario della proposta sulle intercettazioni, Gianni Berrino, ha spiegato: “Io mi rimetto alle decisioni del partito”, mentre il sottosegretario Alberto Balboni ha confermato il prosieguo delle interlocuzioni.
L'orientamento dell'Esecutivo rimane comunque quello di apportare correttivi all'impianto originale, come indicato dal sottosegretario leghista Andrea Ostellari, il quale ha ricordato che il testo “andrà modificato” già a partire dai numerosi emendamenti presentati dai relatori.
Dalle opposizioni arrivano critiche sia nel merito del provvedimento – su cui la vicepresidente del Senato Anna Rossomando (PD) ha denunciato il rischio di un “affossamento dell’ufficio del processo” – sia sulle dinamiche della coalizione di governo. “Noi la pensiamo come il procuratore Melillo, ma le intercettazioni vanno regolate non neutralizzate e il tema va affrontato in modo serio”, ha sottolineato il capogruppo dem Francesco Boccia. Dalle file del M5S, la capogruppo in commissione Giustizia Ada Lopreiato ha parlato di “classico caso di auto-ostruzionismo della maggioranza”, mentre Davide Faraone (Iv-Casa Riformista) ha contestato l'incoerenza di FdI sul ricorso agli strumenti di indagine.
Oltre alla giustizia penale, restano aperti i rilievi sulle norme relative ai ricongiungimenti familiari dei migranti, oggetto di osservazioni e di emendamenti sia da parte leghista che di FdI. Il calendario prevede l'esame in Aula da martedì senza il ricorso al voto di fiducia, con l'obiettivo di licenziare il testo per il passaggio alla Camera e completare la conversione entro la scadenza dell'11 agosto.
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