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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Martedì 15 Settembre 2026, 12:35

Sigfrido Ranucci presenta ricorso d'urgenza al Tribunale del Lavoro: chiesto il reintegro alla guida di Report

La difesa del giornalista impugna il provvedimento del 28 agosto e solleva il caso della presunta matrice politica dell'allontanamento dalla Rai.

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Sigfrido Ranucci ha depositato un ricorso d'urgenza presso il Tribunale del Lavoro di Roma per chiedere la revoca del provvedimento con cui la Rai, lo scorso 28 agosto 2026, lo ha rimosso dalla conduzione e dal ruolo di autore di Report.

Il collegio difensivo dei giuslavoristi – composto da Franco Focareta, Franco Scarpelli e Stefano Rossi e coordinato dal professor Roberto De Vita dello Studio DEVITALAW – sollecita una pronuncia immediata del giudice per garantire il reintegro del giornalista prima delle scadenze operative.

L'iniziativa legale si colloca infatti in una tempistica stringente: entro il 27 settembre Ranucci dovrebbe indicare la propria preferenza tra tre differenti collocazioni professionali prospettate dall'azienda, mentre la partenza della nuova stagione del programma d'inchiesta di Rai 3 è fissata per l'8 novembre.

Nel ricorso viene contestata la radicale illegittimità del provvedimento aziendale, ritenuto privo di riscontri fattuali ed eretto su formule quali "obiettiva situazione di incompatibilità", "continue pressioni" e "percezioni di opacità".

Secondo i legali, le richieste chiarificatrici inviate alla Rai per accedere agli atti e comprendere gli elementi alla base di tali valutazioni non hanno ottenuto riscontro. L'atto di impugnazione ripercorre inoltre il contesto che ha preceduto il provvedimento, citando le reiterate dichiarazioni pubbliche di esponenti politici e istituzionali che sollecitavano l'uscita di scena del conduttore.

Secondo i difensori, la sequenza temporale dei fatti e la mancanza di addebiti specifici configurano un possibile carattere discriminatorio della scelta aziendale per ragioni politiche e di pensiero, in aperta violazione dei principi costituzionali, del contratto di servizio, del codice etico Rai e delle norme dell'European Media Freedom Act.

"Non si chiede al giudice di entrare nelle scelte editoriali della RAI. Si chiede di verificare se sia legittimo rimuovere l’autore e conduttore del principale programma d’inchiesta del servizio pubblico sulla base di formule generiche, senza indicare un solo fatto concreto a suo carico, dopo settimane di pubbliche pressioni politiche dirette esattamente a ottenere quella rimozione. È una questione che riguarda Sigfrido Ranucci, ma riguarda anche il confine che deve esistere, in una democrazia, tra il potere politico e l’indipendenza del servizio pubblico radiotelevisivo e del giornalismo d’inchiesta", ha commentato l'avvocato Roberto De Vita.

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