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  • Roma - Martedì 22 Settembre 2026, 13:35

Svolta dai Testimoni di Geova: sì a trasfusioni di plasma e piastrine, la scelta affidata alla coscienza dei fedeli

La decisione annunciata dal Corpo Direttivo con il sesto aggiornamento del 2026. Ok anche alla trasfusione di globuli rossi e bianchi e alla donazione per frazionamento, resta il no al sangue intero.

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I Testimoni di Geova introducono una storica e senza precedenti apertura sulle procedure mediche legati all'uso del sangue. Per la prima volta, i fedeli dell'organizzazione religiosa in tutto il mondo potranno scegliere in autonomia se donare e ricevere trasfusioni di globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine, pur mantenendo fermo il divieto di trasfusione del sangue intero non proprio.

La svolta è stata ufficializzata attraverso un provvedimento e un video esplicativo diffuso in diverse lingue, intitolato 2026 Governing body update #6.

Nel documento si precisa che, pur ribadendo che "la vita e il sangue sono sacri", i recenti "progressi in campo hanno fatto sorgere molte domande", motivo per cui "ogni cristiano deve prendere la propria decisione in merito all'utilizzo del proprio sangue in ambito chirurgico e in relazione alle cure mediche".

A supporto teologico di questa nuova impostazione viene citato un passaggio della Lettera ai Galati nel Nuovo Testamento, il quale ricorda che "ciascuno porterà il proprio fardello", affidando così la scelta alla responsabilità individuale del fedele.

Nello specifico, la massima autorità dottrinale del movimento ha chiarito che l'opzione di "accettare globuli rossi, globuli bianchi, plasma o piastrine ricavati dal sangue di un'altra persona è una questione di coscienza individuale".

Allo stesso modo, ogni appartenente al gruppo religioso potrà determinare in autonomia "se donare o meno il proprio sangue, a patto che venga usato solo per provvedere ad altre persone componenti o frazioni".

Inamovibile resta invece il dogma primario: "Il rifiuto, praticato da lungo tempo per motivi religiosi, delle trasfusioni di sangue intero", fondato su alcuni passaggi degli Atti degli Apostoli, "rimane invariato".

Sulle motivazioni dell'aggiornamento è intervenuto il portavoce internazionale della confessione, Paul Gillies: "Il sangue rimane sacro per i Testimoni di Geova, che continuano a considerare la vita e il sangue preziosi doni di Dio. Riconosciamo che le decisioni mediche riguardanti i componenti del sangue sono una questione di coscienza tra ciascun Testimone e il suo Dio, Geova".

I vertici del movimento, che conta oltre nove milioni di aderenti distribuiti in più di 200 Paesi, hanno sottolineato come la priorità rimanga la tutela della salute in linea con il progresso clinico. "I Testimoni di Geova amano la vita e desiderano le migliori cure mediche disponibili. Non praticano guarigioni miracolose né vi fanno ricorso, e si rivolgono a medici in grado di fornire cure efficaci ma che al tempo stesso rispettino le loro volontà, i loro valori e le loro convinzioni", aggiunge la nota ufficiale.

Una posizione ribadita in chiusura da Gillies: "Le congregazioni non intervengono nelle decisioni personali che spettano alla coscienza del singolo. Continueremo a rispettare e sostenere le decisioni dei nostri compagni di fede. Siamo inoltre grati ai molti medici competenti e premurosi che forniscono cure mediche di qualità rispettando le nostre volontà riguardo al sangue".

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