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  • Torino - Martedì 15 Settembre 2026, 16:15

Torino, torna in carcere il commesso del minimarket accusato di violenza sessuale su una 13enne e una 40enne

Il Tribunale del Riesame accoglie il ricorso della Procura. Per il 42enne sussistono il pericolo di fuga e di reiterazione del reato.

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Torna in carcere il commesso di 42 anni, originario del Bangladesh, accusato di violenza sessuale nei confronti di una ragazzina di 13 anni e di una donna di circa 40 anni. I fatti si sarebbero verificati all'interno di un minimarket di Torino lo scorso 28 agosto.

La decisione è stata assunta dal Tribunale del Riesame, che ha accolto la richiesta presentata dalla Procura capovolgendo il provvedimento precedente.

Il pronunciamento del collegio presieduto dal giudice Claudio Ferrero (con a latere Stefano Vitelli e Cristiano Trevisan) ribalta la misura disposta dal gip il 31 agosto quando, dopo un'iniziale custodia cautelare di due giorni, all'indagato era stato concesso l'obbligo di firma.

Come ricostruito da La Stampa, la pm Eleonora Sciorella aveva impugnato la scarcerazione il 1° settembre sollecitando il ripristino della custodia in carcere a fronte del concreto pericolo di fuga e della possibile reiterazione del reato.

L'uomo dovrà ora essere condotto in istituto di pena dalle forze dell'ordine, fermo restando il diritto della difesa di proporre ricorso in Cassazione.

Nel corso dell'udienza di ieri, l'indagato non si è presentato in aula ma ha inviato una lettera scritta in stampatello con l'ausilio di un interprete e siglata dal proprio legale. Nel testo il 42enne esprime dispiacere e formula una richiesta di aiuto: "Ho deciso di rivolgermi a un centro di ascolto per uomini che hanno commesso brutti gesti su donne e bambini per avere un supporto psicologico. Il mio avvocato mi sta aiutando a cercare un centro, anche se non è facile, anche perché non conosco l'italiano. Farò un corso di lingua per poter iniziare un percorso con esperti".

Un'iniziativa che la Procura non ritiene sufficiente a mitigare le esigenze cautelari, evidenziando come l'uomo, dopo una prima ammissione di responsabilità durante la convalida, abbia in seguito cambiato versione sostenendo di non aver commesso alcunché di sbagliato.

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