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- Roma - Mercoledì 23 Settembre 2026, 20:05
Università, l'allarme dei docenti: per 7 su 10 gli studenti sono meno preparati
Indagine Aie-Talents Venture su 34 atenei: sotto accusa l'abbandono dei manuali integrali, la frammentazione dello studio e l'uso passivo dell'IA.
Gli studenti universitari arrivano agli esami con un livello di preparazione sempre meno solido. È la convinzione espressa dal 68% dei docenti italiani, secondo cui la causa principale risiede nella progressiva perdita dell'abitudine a leggere e studiare integralmente i manuali, ritenuti tuttavia il mezzo didattico più efficace dall'88% dei professori.
A rivelarlo è un'indagine condotta da Talents Venture per l'Associazione Italiana Editori (Aie) su 463 docenti di 34 atenei, presentata a Roma durante il convegno "Dal sapere fragile al sapere critico. Editoria universitaria, qualità e innovazione".
I dati mostrano come negli ultimi 3-5 anni l'83% dei docenti abbia riscontrato un drastico mutamento nelle abitudini d'apprendimento, caratterizzato da un frequente ricorso a riassunti, slide (usate dal 69% degli studenti) e appunti (52%), a scapito dei testi d'esame.
Questa tendenza porta a lacune strutturali: il 41% dei professori segnala una ridotta capacità di analisi e ragionamento critico, il 28% lamenta una nozionistica superficiale e il 24% evidenzia forti difficoltà nel collegare gli argomenti.
In questo scenario s'inserisce anche l'impatto dell'intelligenza artificiale, considerata usata in modo scorretto e passivo dal 55% del corpo docente.
"Il problema però non è nella tecnologia in sé, ma nel modo in cui viene utilizzata — dichiara il presidente di Aie, Innocenzo Cipolletta —: dobbiamo governare questa transizione rimettendo i contenuti editoriali per l’università e, più in generale, il sapere strutturato al centro dei processi di formazione".
A sottolineare il valore dell'editoria accademica è anche Maurizio Messina, presidente del gruppo Accademico Professionale di Aie, che richiama l'attenzione su due grandi criticità del settore: "Il peso crescente della pirateria, che ha ormai superato il valore dell’intero mercato, e la riduzione dell’utilizzo dei testi universitari da parte degli studenti. Garantire l’accesso ai materiali didattici e sostenere la produzione di contenuti autorevoli significa investire nella qualità delle competenze e quindi nel futuro dell’Italia".
Sulla questione è intervenuta con un messaggio la ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, chiarendo che non si tratta di un contrasto tra tradizione e innovazione: "Non è una battaglia tra carta e digitale, tra libri e intelligenza artificiale. La vera sfida è mettere ogni strumento, anche il più innovativo, al servizio della conoscenza. Il libro ci chiede tempo, attenzione. Ci accompagna dentro un ragionamento, non ci consegna soltanto una risposta".
A margine del dibattito, il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, ha ribadito l'esigenza di tutelare il diritto d'autore e la correttezza dell'informazione: "Promuoverò un incontro tra Aie e la Conferenza dei Rettori per chiedere che questa si impegni in tutte le università italiane a stanziare dei fondi interni per campagne di sensibilizzazione contro la pirateria da diffondere ogni anno in tutti gli atenei insieme all’orientamento alle matricole".
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