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  • Roma - Martedì 15 Settembre 2026, 16:05

Usa, la Corte Suprema e i giudici federali frenano le strette di Trump su voto per posta e visti

Bocciata dal massimo tribunale la regolamentazione elettorale. Stop del giudice di Boston alle limitazioni per studenti e giornalisti stranieri.

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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha inferto un duro stop legale all'amministrazione guidata da Donald Trump, respingendo i tentativi dell'esecutivo di imporre nuove restrizioni al voto per corrispondenza.

Il massimo tribunale americano, in uno dei casi più rilevanti degli ultimi anni, ha visto l'opposizione dei soli due giudici conservatori Samuel Alito e Clarence Thomas.

Nella motivazione, i giudici hanno ribadito che appare "improbabile che l'amministrazione abbia successo nel merito della sua contestazione" contro la procedura già bloccata in precedenza da due corti inferiori, la quale mirava a costringere gli Stati a redigere elenchi prescrittivi degli elettori abilitati a ricevere le schede via posta.

La misura era stata presentata dalla Casa Bianca come un piccolo aggiustamento tecnico anti-frode, ma i tribunali la hanno bollata come una forzatura incostituzionale inattuabile per lo stesso Servizio Postale.

Parallelamente, la linea dell'amministrazione subisce una battuta d'arresto anche sul fronte dell'immigrazione e della mobilità internazionale: il giudice distrettuale F. Dennis Saylor di Boston ha accolto il ricorso promosso da sindacati e organizzazioni del mondo accademico, bloccando a un solo giorno dall'entrata in vigore la direttiva che intendeva contingentare la permanenza negli Usa di studenti e media stranieri.

Nelle motivazioni, il giudice Saylor ha evidenziato come il Dipartimento per la Sicurezza Interna abbia agito sulla base di elementi "incredibilmente deboli", rischiando di stravolgere un modello in vigore da quasi cinquant'anni che ha consentito l'ingresso a milioni di ricercatori e studenti, favorendo "ricerche pionieristiche in campo scientifico, medico e tecnologico, una crescita economica significativa e numerosi altri vantaggi, spesso su vasta scala".

La norma avrebbe limitato a quattro anni la durata dei visti F per gli studenti e dei visti J per gli scambi culturali – categorie che oggi contano rispettivamente 1,6 milioni e 500 mila titolari nel Paese – e ridotto a soli 240 giorni i visti I dedicati ai giornalisti, con un impatto diretto sui grandi atenei americani come il MIT e Harvard.

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