
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 16 Settembre 2026, 15:40
Vigilanza Rai, La Russa: "Nomine entro mercoledì". Muro delle opposizioni: "Non le accetteremo"
Il Presidente del Senato concede un'ulteriore proroga di sei giorni prima dell'integrazione d'ufficio. Boccia (PD): "Spaccatura totale, la maggioranza ha paralizzato la Commissione".
Tensione alle stelle sulla Commissione bicamerale di Vigilanza Rai dopo la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama: il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha annunciato l'intenzione di procedere all'integrazione diretta dei membri mancanti qualora le forze politiche non depositino le proprie indicazioni entro l'inizio della prossima settimana.
"Sulla Vigilanza Rai, oggi ho comunicato che sono scaduti i termini. Tuttavia ho dato altri 6-7 giorni fino a martedì. Mercoledì provvederò, come è mio dovere, a nominare i componenti dei gruppi che non fossero pervenuti, partendo dal dato apicale e scendendo per i rami", ha dichiarato La Russa.
Il Presidente della Camera Alta ha poi precisato gli scenari procedurali: "Se per caso si dimettessero anche quelli e se nel frattempo gli altri gruppi mi daranno i nomi, la commissione può funzionare fino a nuova fase. Può funzionare lo stesso. Adesso non sono rimasti in carica perché si sono dimessi tutti. Invece se poi rimane in carica una parte, si va avanti ovviamente se c'è il numero legale".
Fronte comune e contrarietà assoluta arrivano invece dai gruppi di opposizione. Al termine della riunione, il capogruppo del Partito Democratico al Senato, Francesco Boccia, ha ribadito la posizione unitaria delle minoranze: "Quello che ci preoccupa di più è il tentativo di forzatura sulle nomine legate alla commissione di Vigilanza Rai perché è vero che sono scaduti i termini, ma è bene che restino scaduti perché, come abbiamo detto nella conferenza dei capigruppo, quelle dimissioni in blocco dell'opposizione sono arrivate perché la maggioranza per due anni ha preso in ostaggio la commissione non consentendole di operare".
Boccia ha confermato che la risposta a eventuali nomine d'ufficio sarà un netto rifiuto: "non li accetteremmo", invocando "una risposta chiara dal ministro dei Rapporti al Parlamento e una dichiarazione di tutti i gruppi di maggioranza che si impegnino a non far più ostruzionismo, come hanno fatto per due anni".
Il rappresentante dem ha poi spostato il tiro sull'esecutivo, aggiungendo che ci si aspetta "che il ministro Giorgetti la smetta di tenere in ostaggio il Media Freedom Act forse per paura di non continuare a lottizzare a Rai, come ha fatto in compagnia di Palazzo Chigi in questi tre anni. Questo è il quadro, vorrei che fosse chiaro che su questo noi, come opposizioni, siamo unitissimi e non abbiamo intenzione di abbassare la testa di fronte ai diktat della maggioranza".
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24















