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  • Roma - Giovedì 23 Luglio 2026

Wwf: "Da estrazione mineraria in fondo ai mari rischi ambientali e finanziari, tecnologie delle batterie già cambiate"

L'organizzazione ambientalista pubblica un report rivolto alle banche per frenare gli investimenti nel Deep Seabed Mining. Sotto la lente il calo della richiesta di nichel e cobalto.

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Puntare sull'estrazione di risorse dai fondali oceanici rappresenta un'operazione ad alto rischio per i mercati e per l'ecosistema marino. A lanciare il monito è il Wwf attraverso un nuovo documento di orientamento indirizzato al settore bancario e agli investitori, invitati a valutare con cautela le incertezze di un comparto dai dubbi ritorni economici.

L'associazione sottolinea come i sostenitori di questo tipo di attività giustifichino i progetti legandoli al reperimento di materie prime indispensabili per l'addio ai combustibili fossili. Un'impostazione che, secondo l'analisi dell'organizzazione, non tiene conto delle repentine trasformazioni tecnologiche in atto, oltre che della distruzione degli habitat sottomarini causata dai macchinari di profondità.

"Il modello di business promosso dalle aziende intenzionate a sviluppare l'estrazione mineraria dei fondali profondi (Deep Seabed Mining, Dsm) dipende fortemente da una serie di ipotesi highly incerte relative alla domanda di minerali, ai prezzi delle materie prime e alle tecnologie delle batterie. Per gli investitori, il finanziamento delle attività di Dsm comporta elevati rischi economici, normativi, ambientali e reputazionali", viene evidenziato nello studio dell'associazione.

Il testo rimarca inoltre il rapido superamento delle logiche estrattive tradizionali legato all'evoluzione dei sistemi di accumulo energetico. "Tuttavia - si legge nella guida -, le recenti innovazioni nella tecnologia delle batterie hanno già ridotto drasticamente la domanda di nichel, cobalto e manganese, alcuni dei principali minerali di interesse economico che la Dsm dovrebbe commercializzare".

Per arginare il fenomeno, l'ONG chiede l'introduzione di "politiche esplicite" all'interno degli istituti di credito e spinge per un'adesione di massa alla Business Coalition for a Pause on Deep Sea Mining, la rete di imprese nata per bloccare l'impiego industriale dei materiali prelevati dagli abissi.

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