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- Napoli - Martedì 19 Maggio 2026
Auto, Stellantis corre sull'elettrico accessibile: investimento a Pomigliano per il progetto "E-Car"
Il gruppo automobilistico annuncia la produzione in Italia a partire dal 2028 di una nuova gamma di vetture compatte ed economiche. La svolta per il mercato di massa incassa il plauso con riserva dei sindacati, che chiedono garanzie per tutti gli stabilimenti nazionali.
di Ettore Midas
Stellantis accelera i piani per la transizione energetica e scommette nuovamente sulle competenze della manifattura italiana. Il colosso dell'automotive ha ufficializzato il lancio dell'inedito progetto "e-car", una strategia industriale mirata a portare sul mercato vetture a batteria di piccole dimensioni, dal design ricercato ma inserite in una fascia di prezzo accessibile a un pubblico di massa.
La produzione di questo innovativo segmento prenderà il via nel 2028 all'interno del polo industriale di Pomigliano d'Arco.
A delineare la visione alla base del piano è stato il ceo del gruppo, Antonio Filosa, evidenziando la continuità storica di questa operazione: “L’e-car rappresenta un concetto profondamente radicato nel Dna europeo di Stellantis – in continuità con la tradizione di successo delle vetture compatte. I clienti chiedono il ritorno di auto di piccole dimensioni dal design distintivo, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili ed ecologiche“.
Lo stesso top manager ha poi confermato la centralità dello stabilimento campano all'interno della rete globale del brand, ribadendo che l'azienda “risponde a questa richiesta con modelli entusiasmanti per diversi brand. L’inizio della produzione è previsto nel 2028 nel nostro stabilimento di Pomigliano”.
Nelle strategie del gruppo, la sigla "e-car" racchiude quattro pilastri fondamentali: europea, emozione, elettrica ed ecosostenibile. Secondo le note diffuse dalla società, questo progetto si sviluppa “nella più autentica tradizione europea della ‘mobilità per tutti’. È l’espressione perfetta dello scopo di Stellantis di consentire alle persone di muoversi con i brand e i prodotti che amano e di cui si fidano”.
I futuri veicoli promettono efficienza e costi ottimizzati, un traguardo che la multinazionale punta a raggiungere stringendo intese strategiche con la catena dei fornitori per velocizzare i processi di ingegnerizzazione: “I modelli e-car di Stellantis si distingueranno per un design all’avanguardia e saranno dotati di tecnologie Bev di livello mondiale, sviluppate in collaborazione con partner selezionati per garantire maggiore accessibilità economica e accelerarne il time-to-market”.
L'assegnazione dei nuovi volumi a Pomigliano è motivata dalla volontà di “valorizzare la lunga tradizione dello stabilimento nella produzione di alcune delle vetture più iconiche e accessibili d’Europa”.
La notizia è stata accolta con favore dalle sigle sindacali metalmeccaniche (Fim, Fiom, Uilm, Fismic, UglM e AqcfR), le quali guardano alla transizione come un'opportunità di rilancio occupazionale: “A regime ciò dovrebbe consentirci di arrivare finalmente alla piena occupazione di tutto il personale, nostro obiettivo fondamentale”.
I rappresentanti dei lavoratori mantengono tuttavia un profilo di forte cautela, sottolineando la necessità di “monitorare attentamente l’attuazione del Piano per il pieno coinvolgimento dei lavoratori e per poter affrontare tempestivamente qualsiasi sviluppo e implicazione”.
Secondo le analisi del comparto sindacale, la mossa si configura come “un tentativo da parte di Stellantis di penetrare il segmento più economico (si parla di un prezzo intorno ai 15mila euro), che fino ad ora è rimasto scoperto; non ci meraviglierebbe peraltro se fosse annunciato che ciò sarà fatto in collaborazione con altri costruttori extra-europei”.
L'attenzione è ora proiettata verso i prossimi tavoli di discussione aziendali. In vista dell'imminente confronto del 21 maggio, che si terrà in concomitanza con la conferenza stampa di Filosa rivolta alla comunità finanziaria, le organizzazioni sindacali alzano la voce per tutelare l'intera filiera nazionale: “Chiediamo un impegno molto forte poiché non accetteremo la dismissione di nessun sito italiano. Chiediamo che il 21 sia l’inizio di un confronto sul futuro di tutti gli stabilimenti italiani per il loro effettivo rilancio”.
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