
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 19 Maggio 2026
Global Sumud Flotilla, media Israele: "In corso trattative per trasferire gli attivisti su navi straniere"
Nuova ondata di abbordaggi della marina di Tel Aviv al largo di Cipro per bloccare la spedizione diretta a Gaza. Fermati circa 300 attivisti, mentre gli organizzatori inviano una lettera formale a UE e Italia chiedendo sanzioni contro il governo israeliano.
Torna a salire la tensione nelle acque del Mediterraneo orientale a causa dei nuovi blocchi navali messi in atto dalle forze di difesa di Tel Aviv: più di 35 imbarcazioni appartenenti alla Global Sumud Flotilla, con a bordo circa 300 attivisti pro-palestinesi, sono state abbordate e bloccate dalla marina militare israeliana nel tentativo di impedire il raggiungimento delle costes della Striscia di Gaza.
Secondo quanto rivelato dal giornale israeliano Walla, che cita una fonte interna ai servizi di sicurezza, le autorità israeliane starebbero cercando una soluzione diplomatica alternativa per gestire i manifestanti fermati.
L'obiettivo dei negoziati in corso sarebbe quello di ricollocare i membri della spedizione su natanti battenti bandiere estere per poi rilasciarli direttamente in un Paese terzo della regione mediorientale, evitando così il trasferimento coatto all'interno dei confini di Israele. Una procedura parzialmente analoga a quella adottata durante una precedente operazione analoga, quando quasi tutti gli attivisti furono rimpatriati in Grecia, con le sole eccezioni di Thiago Avila e Saif Abu Keshek.
Le rilevazioni in tempo reale fornite dal portale web ufficiale dell'iniziativa aggiornano a 61 il numero complessivo delle imbarcazioni intercettate dalle motovedette di Tel Aviv, mentre rimangono attualmente 9 i natanti ancora in navigazione aperta.
Tra le unità bloccate nelle ultime ore figura anche la Akkra, localizzata in mattinata a circa 82 miglia nautiche dall'obiettivo prima dell'intervento dei militari. I canali di diretta streaming curati dalla Flotilla hanno trasmesso le immagini dei gommoni d'assalto delle forze israeliane mentre si accostavano alla nave Andros, con gli attivisti a bordo che hanno atteso l'abbordaggio mantenendo le braccia alzate.
L'azione della marina fa seguito ai primi pattugliamenti avviati nelle acque internazionali al largo di Cipro per contrastare quello che rappresenta l'ultimo tentativo coordinato di violare il cordone marittimo israeliano attorno a Gaza.
In concomitanza con le operazioni in mare, i vertici della Global Sumud Flotilla hanno inviato una lettera ufficiale ai leader delle istituzioni europee e italiane chiedendo un passo formale contro la condotta di Tel Aviv, "un intervento concreto e determinante per il ripristino del rispetto del diritto internazionale, del diritto umanitario e della libertà di navigazione in acque internazionali".
Il documento, trasmesso alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, alla premier italiana Giorgia Meloni e ai ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto, esorta a non utilizzare doppi standard diplomatici: "Riteniamo altresì doveroso che l'Unione Europea e il Governo italiano adottino nei confronti di Israele misure diplomatiche, politiche ed economiche coerenti con quelle assunte in analoghe circostanze verso altri Stati, al fine di evitare un'applicazione selettiva del diritto internazionale che rischierebbe di legittimare, di fatto, condotte contrarie ai principi fondamentali dell'ordinamento internazionale".
La missiva avverte infine i governi europei sulle possibili ripercussioni per l'incolumità dei partecipanti alla missione: "In assenza di una presa di posizione ferma e di iniziative adeguate, vi è il concreto rischio che tali attività illegittime continuino a ripetersi, coinvolgendo e mettendo in pericolo anche cittadini europei, compresi i nostri connazionali".
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