
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 9 Settembre 2026, 15:25
Guerra in Ucraina, il Cremlino punta ai colloqui trilaterali. Zelensky: "L'Europa sia al tavolo dei negoziati"
Mentre Mosca e Washington ipotizzano un confronto a tre, piovono droni su Kiev e al confine moldavo. L'Ucraina acquista 1.000 Patriot e chiede la cessione immediata di scorte alleate.
In un quadro bellico segnato da nuovi raid aerei, la diplomazia internazionale torna a ipotizzare una ripartenza del dialogo. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato la volontà di Mosca di riprendere i negoziati trilaterali con Ucraina e Stati Uniti in un futuro prossimo, pur precisando che non esiste ancora una "tabella di marcia" definita, replicando così alle recenti anticipazioni del Segretario di Stato americano Marco Rubio.
A stretto giro è arrivata la posizione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che in un'intervista ad alcuni media internazionali, tra cui La Stampa, ha ribadito la necessità di coinvolgere pienamente i Paesi europei: "L'Europa deve sedere al tavolo dei negoziati: non è solo una questione di armi e finanziamenti, ma di sicurezza reale per il continente". Zelensky si è detto aperto a ragionevoli compromessi, purché la Russia compia passi analoghi e si interrompa l'afflusso di risorse con cui Mosca finanzia il conflitto, confermando un imminente vertice con Donald Trump attorno al 20 del mese per discutere la difesa antimissile.
Sul campo di battaglia la tensione rimane altissima. Nella notte tra l'8 e il 9 settembre un vasto attacco russo ha colpito la città e la regione di Kiev, danneggiando strutture industriali e civili. Un raid condotto con droni ha inoltre devastato il valico di frontiera di Starokozache, al confine tra Ucraina e Moldavia, provocando la morte di due civili e il ferimento di altri tre.
Per far fronte all'escalation nei cieli, il ministro della Difesa ucraino Yevgeny Khmara ha annunciato, durante il vertice di Ramstein, la firma di contratti per l'acquisto di circa 1.000 missili Patriot tramite il prestito concesso dall'Unione Europea. Trattandosi di forniture previste su un arco pluriennale, Kiev ha rivolto un appello urgente agli alleati affinché cedano subito le munizioni già presenti nei propri arsenali in cambio dei vettori di nuova produzione.
Sul piano delle strategie globali, infine, il generale Aurelio Colagrande, vicecomandante supremo alleato per la trasformazione della Nato, ha sottolineato al Corriere della Sera come l'impiego massiccio di droni e dell'intelligenza artificiale sul fronte ucraino stia imponendo un'accelerazione senza precedenti ai tempi di sviluppo e produzione dell'industria della difesa occidentale.
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