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- Roma - Lunedì 20 Luglio 2026
Mosca espelle addetto militare italiano. Tajani: "Palese ritorsione senza motivo"
La contromossa del Cremlino dopo l'allontanamento da Roma di due funzionari russi. Il Ministro degli Esteri: "Loro colti in flagranza di spionaggio".
Nuova crisi diplomatica sull'asse Roma-Mosca. La Federazione Russa ha decretato l'allontanamento dal Paese dell'addetto militare italiano in servizio a Mosca e di un suo stretto collaboratore. La reazione del governo italiano è stata immediata, affidata ai canali social del Vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha fermamente contestato la legittimità del provvedimento preso dalle autorità russe.
Sul suo profilo X, il capo della diplomazia italiana ha chiarito i fatti sollevando una netta distinzione tra le rispettive misure: “La Federazione Russa ha espulso, senza motivo, l’addetto militare italiano a Mosca insieme a uno dei suoi collaboratori. Si tratta di un atto di palese ritorsione per l’espulsione dall’Italia di due addetti militari russi, che erano invece stati colti in flagranza mentre svolgevano attività di spionaggio ai danni della nostra sicurezza nazionale”.
L'esecutivo sottolinea come l'allontanamento dei due funzionari russi dall'Italia fosse legato ad accertate attività di intelligence ostili, a differenza del provvedimento speculare applicato dal Cremlino.
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