
- Prima Notizia 24
- Chieti - Venerdì 18 Settembre 2026, 19:55
Figli sottratti al padre di Fortuna Loffredo, gli avvocati: "Aggiunta sofferenza a sofferenza"
I legali Pisani contestano il blitz dei servizi sociali a Lanciano che ha portato al prelievo dei tre minori. Presentate diffide urgenti alle istituzioni e ricorso al Tribunale per i minorenni dell'Aquila.
"Quando lo Stato separa un bambino dalla sua famiglia, deve assumersi la responsabilità delle proprie decisioni ma soprattutto deve rispettare la legge: alla madre non è stata concessa nemmeno la possibilità di consegnare al bambino di due anni il suo ciuccio, né di raccogliere cambi di vestiti o pigiamini per i figli".
Così gli avvocati Angelo e Sergio Pisani hanno commentato l'intervento eseguito a Lanciano, in provincia di Chieti, con cui i servizi sociali e le forze dell'ordine hanno prelevato i tre figli minorenni di Pietro Loffredo — padre di Fortuna, la bimba violentata e uccisa a Caivano — e della sua compagna, trasferendoli in una casa-famiglia.
Secondo la ricostruzione fornita dai legali della famiglia, per la quale è competente il Tribunale per i minorenni dell'Aquila, i due bambini più piccoli sono stati prelevati dall'abitazione, mentre la figlia maggiore è stata raggiunta direttamente a scuola.
L'operazione, scattata per presunte criticità igienico-sanitarie e per la presenza di cani in casa, è stata definita dai difensori improvvisa e sproporzionata: "Chiederemo immediatamente l'accesso integrale agli atti e la verifica dei presupposti di una misura tanto grave e traumatica. La tutela dei minori richiede accertamenti rigorosi, proporzionalità e un controllo giudiziario immediato".
I legali hanno evidenziato la particolare gravità del trauma emotivo inflitto al nucleo familiare, richiamando la vicenda che ha già colpito il genitore: "Non si può ignorare che questo padre ha già subito la perdita tragica di una figlia. Un nuovo e improvviso distacco senza reali pericoli e giustificazioni rischia di riaprire una ferita devastante e di provocare una grave destabilizzazione emotiva nell'intero nucleo familiare".
Per i professionisti, ostacolare il passaggio di effetti personali primari significa "rischiare di trasformare un intervento di protezione in un trattamento disumano e degradante".
A seguito dell'episodio, il collegio difensivo — composto dagli avvocati Angelo Pisani, Sergio Pisani, Rita Ronchi e Antonella Esposito — ha inoltrato una formale diffida e un'istanza urgente alle principali istituzioni dello Stato, tra cui la Presidenza della Repubblica, la Presidenza del Consiglio, i ministeri competenti, le Procure e i Garanti per l'infanzia. Nella nota si contesta anche la mancata consegna di verbali o provvedimenti formali al momento del prelievo, chiedendo l'immediato accertamento della regolarità delle procedure adottate.
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